[No, tu no. (Sì, proprio tu)]
"Sei peggio di un comunista". Rolli
 







Sarà mio


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venerdì, febbraio 23, 2007

Sentirsi a casa




Pochi hanno fatto notare che il governo ha perso il voto al Senato a prescindere dalle decisioni dei due "dissidenti". Nessun partito della sinistra radicale, i mostri contro i quali i grandi parrucconi della stampa centrosinistroide italiana si sono già scagliati, ha "voltato le spalle al governo" determinandone la bocciatura. In questi due giorni abbiamo potuto leggere decine di commenti che sono dei capolavori di malafede e becero diessinismo, uno su tutti quello di Ezio Mauro su Repubblica. Sono tutte opinioni che hanno lo scopo "precipuo" (come direbbe silvio) di rafforzare un clima di terrore, di volgare ricatto politico, del quale la vituperata "sinistra radicale" è già abbondantemente vittima.

La questione è semplice: la sgangherata coalizione di centrosinistra si reggeva su quel compromesso articolato che era il Programma dell'Unione. Non era perfetto, non era la bibbia e non era la panacea di tutti i mali, ma era il documento che sanciva dei punti chiari (aldilà delle ricorrenti manipolazioni) rappresentanti la sintesi fra la parte centrista dello schieramento e quella di sinistra.
"Io rinuncio a qualcosa, tu rinunci a qualcos'altro ed insieme governiamo tenendo Berlusconi il più lontano possibile da Palazzo Chigi".

Il Programma era stato costruito perchè non basta il semplice "tenere lontano silvio dal governo" a mettere insieme con soddisfazione ed in maniera duratura una maggioranza. Non basta a me personalmente e non basta in senso assoluto. A distanza di pochi mesi il verdetto è chiaro: la formula non ha convinto gli italiani che non ti hanno dato una maggioranza al Senato tale da poter governare. Con questi numeri andare a personalizzare sul tizio o caio che ti fa "cadere" è infantile quanto miope.

Ora con i "12 punti" l'esecutivo di Prodi diventa di "destra", e non si tratta di un'etichetta stereotipata, si tratta di una fedele traduzione pragmatica di quanto c'è scritto, nero su bianco. Nella breve lista sono assenti (fra le altre): la riforma della giustizia, la questione del conflitto d'interessi, il riassetto del mercato radiotelevisivo e quindi il pluralismo, le modifiche della legge 30 e più in generale di qualsiasi riferimento alla questione del precariato, i Pacs e l'abrogazione delle leggi vergogna compresa la riforma elettorale, mentre la TAV nella sua ridicola importanza fattuale diventa il cardine principale di un fantomatico piano infrastrutturale come è già il cardine della convergenza degli interessi economici delle aziende, diessine e vicine alla destra, che la dovranno realizzare (da qui a 20 anni).

Allora diventa normale che uno come Follini (+1 random) voti la fiducia a questo genere di "Prodi bis" perchè "convinto dai 12 punti", è normale perchè se dal programma di centrosinistra sparisce qualsiasi cosa sia anche vagamente di sinistra resta solo il centro, lo stesso che può sostenere senza tanti mal di pancia 5 anni di governo berlusconi e comunque senza mai azzardarsi a votargli contro.

È facile: si sente a casa.
Il problema è che se si sente a casa lui io ho traslocato da un pezzo.

Finito l'effetto del ricatto "allora vuoi berlusconi" (perchè finisce, presto o tardi finisce) la maggioranza non ci sarà più e io mi troverò a sorridere per la caduta di un governo di destra, il governo di destra che ho contribuito a costruire con il mio voto. Touchè.

presumibilmente da simak, 23:46 | tic | commenti (17)