[No, tu no. (Sì, proprio tu)]
"Sei peggio di un comunista". Rolli
 







Sarà mio


Il Dr.Psycho dice che sono un cornuto
Scopri cosa dice di te su http://psycho.asphalto.org/test/.






domenica, ottobre 29, 2006

Paradossi




In america c'è una nuova serie televisiva, si chiama Studio 60, che è ambientata nel dietro le quinte di uno show televisivo di prima serata (immaginario, ovviamente). Se ne racconta la realizzazione, la vita e le storie dei personaggi che questo show lo scrivono e lo creano. Un telefilm sulle storie e sulla vita degli autori. Molto autoreferenziale.

Non lo trovo un granchè, questione di gusti, ma piace a molti raffinati critici. Infatti non sta andando molto bene in termini di ascolti.

Però nell'ultima puntata che ho visto c'è una cosa curiosa che a pensarci mi ha fatto sorridere.
Dovete sapere che in america (dove le serie tv sono prodotti per i quali si spende molto e che destano molta attenzione) succede che alcune star musicali partecipino ad un episodio di un telefilm nella parte di loro stessi per promuovere il loro ultimo disco. Una cosa simile alle partecipazioni ai varietà in italia, con la differenza che lì di solito si usa una scusa del tipo il personaggio immaginario del telefilm va al concerto del tale artista che canta una canzone.

In Studio 60 è stato fatto lo stesso con Sting.

La cosa curiosa è che Sting non è il "cantante Sting" che suona da qualche parte, ma è il "personaggio cantante Sting", che va a promuovere il suo ultimo disco (quello con il liuto ovunque) nello show immaginario e quindi per transitività nella serie tv che parla dello show.

Io l'ho trovato divertente e paradossale.

P.s. In realtà volevo scrivere un post sul fatto che disapprovo profondamente l'ora solare per via del fatto che fa buio troppo presto e la cosa mi deprime, ma non avevo motivazioni sufficientemente fondate per farla sembrare una cosa seria. Così ecco questa cosa qui, che era la seconda attualmente nella mia testa.

presumibilmente da simak, 03:26 | tic | commenti (5)

martedì, ottobre 24, 2006

Amletico



Non capisco se stanno peggio quelli che dopo 5 anni di governo Berlusconi, mentre la piazza fischia l'inno e Bossi arringa la folla sostenendo che tante donne sono lì "perchè noi ce l'abbiamo duro", condividono con preoccupazione l'allarme di Silvio Berlusconi sullo stato della nostra democrazia lanciato dal palco di Vicenza o io che continuo a credere che il governo Prodi possa reggere 5 anni e fare almeno un paio di cose buone.

Per inciso io sono convinto che se le donne cercano qualcosa di duro comprano un vibratore. Almeno quello non sbava.

presumibilmente da simak, 02:25 | tic | commenti (12)

mercoledì, ottobre 18, 2006

Difficile fare meglio



Mi piacciono molto le svedesi, fin qui niente di strano.
Ancora di più mi piacciono gli svedesi (intesi come cittadini della Svezia) e la Svezia stessa.
La dimostrazione che un solido stato sociale che tuteli i più deboli non fa sprofondare per forza nel parassitismo e nello statalismo, ampie aperture alla laicità, libertà di espressione, di parola e di satira, benessere sociale, parità fra i sessi, ampia partecipazione femminile alla politica (il 45% del parlamento è composto da donne). Hanno pochi problemi e cercano di risolvere quelli che hanno partendo dal principio che più è alieno a noi italiani e per riflesso alla nostra politica: la legalità e il rispetto delle regole.

Sono bastati 10 giorni per indurre alle dimissioni (volontarie) due ministri del nuovo governo che si erano macchiati di evasione del canone televisivo e pagamento in nero della colf.

Non sono bastati 5 mesi (con una maggioranza in teoria ostile) per far decadere dalla propria carica di parlamentare Cesare Previti, condannato in via definitiva per corruzione in atti giudiziari.

E poi quando uno crea buste per contenere viti e bulloni di ricambio come questa:



come si fa a non stimarlo profondamente?

presumibilmente da simak, 03:14 | tic | commenti (19)

mercoledì, ottobre 11, 2006

Calvo è bello



Le polemiche sul servizio delle Iene sul consumo di droghe da parte dei parlamentari non mi hanno sorpreso.
Meno ancora mi sorprendono i risultati fatti trapelare a mo' di spottone ieri dagli autori del programma.
Un terzo dei parlamentari che aveva subito il test aveva fatto uso di droghe nelle ultime 36 ore. Se la prova è stata effettuata di Lunedì mattina non sono nemmeno tanti.

L'ipocrisia che c'è intorno al mondo delle droghe nella politica italiana è strabiliante.

Se si istituisse per legge l'obbligo dell'Hair test, (quello fatto con i capelli o peli) che individua con estrema certezza se si è consumata droga negli ultimi 2 anni, in parlamento ci sarebbe un'epidemia di alopecia.

presumibilmente da simak, 04:02 | tic | commenti (5)

giovedì, ottobre 05, 2006

Alcune cose



- La foto non c'entra nulla ma mi ha strappato un sorriso mentre sceglievo le zucchine alla coop, quindi l'ho pubblicata.

- Lo sconto di pena ottenuto grazie all'indulto dal mostro di Foligno ha fatto arrabbiare molti. Buona parte di questa arrabbiatura è strumentale. Altri, spesso impegnati a difendere l'indulto, si sono affannati a dimostrare che se io riduco il termine della pena dal 2023 al 2020 sostenere che "il mostro uscirà presto di prigione" è una fragorosa stronzata. Sacrosanto.
I giudici dicono di aver applicato la legge, io avevo capito che gli autori di reati sessuali contro i minori non avrebbero beneficiato dell'indulto e non credo che il fatto di far seguire l'uccisione del bambino alle molestie e agli abusi possa far sparire la componente della pedofilia dal reato. Quindi sicuramente avevo capito male all'inizio. Lo spero.

Cosa ne penso complessivamente di questi tre anni di sconto per Chiatti?
Che non se ne sentiva il bisogno.

- A Deaglio e ad altri non è piaciuta la prima puntata di Report, quella che ha mostrato stralci di un documentario sull'11 Settembre che lancia pesanti dubbi sull'attendiblità delle tesi ufficiali sugli attentati.
Quando ho letto che sarebbe stato questo il tema della puntata non ne ero particolarmente felice, ma mi sono potuto ricredere. Tutto il lavoro dei "complottisti" non è stato presentato come una verità assoluta, ma come un punto di vista, un documento che mostrasse qualcosa di parzialmente nuovo (per la tv italiana) e potenzialmente interessante. Con sguardo distaccato, disincantato e sostanzialmente neutrale.

La chiosa finale della Gabanelli è la sintesi del mio pensiero in merito: non tutte le tesi di chi è convinto del complotto sono sufficientemente forti e fondate, alcune sono palesemente frutto di manipolazioni a senso unico e gettano fumo negli occhi più quanto faccia un segretario di stato qualunque, ma quelle della versione ufficiale hanno molti punti oscuri e si è data più di una volta l'impressione che fosse poca la volontà di chiarirle e di colmarne i vuoti.

In realtà non mi tormento da un po' con questo genere di questioni.
Il problema di chi ha fatto crollare le torri realmente è un fatto di secondaria importanza, la questione è politica e sociale. La verità ufficiale detta l'agenda degli eventi attuali, il resto sono esercizi retorici.
Data per buona la tesi secondo la quale Bin Laden e Al Queda sono responsabili degli attentati io non condivido e biasimo ogni singola decisione di politica estera dell'amministrazione Bush da quel momento in poi.

I dibattiti sul punto di fusione dell'acciaio fanno perdere di vista la questione concreta: la guerra non è la risposta al terrorismo e non favorisce la pacifica convivenza fra Oriente e Occidente.
I risultati, pessimi, degli ultimi 5 anni fra Afghanistan e Iraq sono sotto gli occhi di tutti quelli che vogliono vederli.

Senza bisogno della consulenza di un ingegnere. Non so a voi, ma la cosa mi tranquillizza.

presumibilmente da simak, 03:09 | tic | commenti (4)

lunedì, ottobre 02, 2006

Il trionfo dell'equità



Il governo è leggermente in confusione.

Per rastrellare 250 milioni di gettito fiscale in una manovra da 33,5 milioni di euro, lo 0.74% del totale, si aumentano, con una misura facilmente strumentalizzabile, palesemente impopolare e controproducente politicamente, le aliquote d'imposta per quei pochi fessi (600 mila persone) che "dichiarano" (non "guadagnano", la differenza è sostanziale) sopra i 70 mila euro l'anno.

Intanto propongono cose come queste:

1. In arrivo, nei Comuni che lo vorranno, la tassa di soggiorno destinata ai turisti e comunque a tutti i soggetti non residenti che «prendono alloggio, in via temporanea, in strutture alberghiere, campeggi, villaggi turistici, alloggi agro-turistici». Il contributo può arrivare fino alla somma di 5 euro per ciascun non residente a notte.

2. La tassazione dei redditi da locazione ai quali sarebbe applicata una imposta sostitutiva con aliquota al 20% allo stesso modo delle rendite finanziarie.

Quindi, riassumendo, se sei un simpatico palazzinaro non pagherai più le tasse sui proventi da fitto progressivamente al tuo reddito, mentre tutti i tuoi inquilini che ti versano i fitti vedono depurati i loro redditi con quel metodo e minimo del 23%.

In compenso quando vai in vacanza paghi gli stessi 5 euro di "tassa di soggiorno" per pernottare nella tua stanza da 500 euro al giorno in costa smeralda che pagheranno i tuoi inquilini in campeggio per la piazzola a Mondragone da 20 euro al giorno.

presumibilmente da simak, 00:18 | tic | commenti (6)