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mercoledì, settembre 27, 2006
Sono malfidato
 Lo sappiamo tutti: Moggi non è una persona onesta. Partendo da questa premessa il fatto (dimostrato) che lui usasse schede telefoniche svizzere per comunicare con designatori, procuratori e chissà chi altro è sufficiente per ottenere la certezza indiscutibile che i campionati, il calciomercato e anche il combattimento clandestino dei galli nei sobborghi di los angeles erano truccati.
Come le spieghi le schede non intercettabili?
Tant'è che quando avevo letto questa risposta:
"Mi dovevo proteggere dalle aggressioni. Innanzitutto quelle schede non sono ventimila, ma venti e, normalmente, le buttavo via dopo 15 giorni. Le prendevo soltanto per non rendere facile violare la privacy del mio lavoro. Abbiamo una legge sulla privacy con un Garante che non garantisce e c'è molto spionaggio industriale. L'unico mezzo era eclissarmi. Trattavo in quel periodo Cannavaro, Ibrahimovic ed Emerson. Li volevano anche altri. Anche l'Inter, per esempio. E quando le cose si mettono così, il giocatore o lo si paga troppo o lo si perde. Con quelle 20 schede mi sono soltanto cautelato da intrusioni che pure ci sono state".
tratta da questa intervista rilasciata a fine luglio, avevo pensato: " A' Lucià, questa è davvero grossa, inventatene un'altra".
Dicevo, parlando fra me e me, " ma ti pare possibile che Telecom abbia una struttura interna che controlla le telefonate di personaggi noti, che crea dossier ad uso e consumo di non si sa bene chi, che il capo di questa struttura è a conoscenza di quali intercettazioni vengono richieste dalla magistratura, che questo stesso riferisca direttamente all'A.D. di Telecom che è anche Vice Presidente dell'Inter?
No, dai, è plausibile pensare che ci siano elementi all'interno della struttura di sicurezza di Telecom che chiedevano alla propria segretaria di prelevare i dati sulle conversazioni della Juventus, di Moggi, della Gea e via dicendo...?"
Scusa lucià.
presumibilmente da simak, 15:42 | tic | commenti (2)
martedì, settembre 26, 2006
Riott act
Nei giorni passati in molti hanno ironizzato sulla nomina di Gianni Riotta al Tg1. Avevano ragione, per carità.
La debolezza del governo passa anche per la lentezza e la timidezza con la quale stanno gestendo la transizione in Rai, dopo 5 anni di porcherie inaudite Santoro è in onda solo grazie al giudice del lavoro, le nomine sono congelate e dove Silvio t'aveva piazzato il terribile Mimun (quello che nascondeva le notizie, tagliava gli applausi per Kofi Annan e li montava per Berlusconi, creava un clima di autentico terrore in redazione, silurava la Gruber per aver usato un aggettivo irriverente riferito alla Cdl ed altre amenità) loro mettono un ex (?) boyscout, noto per la sua irritante paciosità.
D'altraparte, tranne piccole minoranze ostracizzate ed isolate, il centrosinistra ha passato 5 anni all'opposizione ammiccando compiaciuto alla militarizzazione del servizio pubblico facendo sistematicamente il gioco del governo ed ingoiando qualsiasi cosa pur di occupare qualche "posto", vedi le nomine Annunziata e Petruccioli: cosa ci autorizzava a pensare che avrebbero fatto qualcosa di buono in tempi rapidi? Il fatto che siamo degli illusi? Sì.
In questi giorni sono bloccato a casa dei miei per via di una fastidiosa influenza.
Qui a casa dei miei non solo si pranza tutti i giorni, ma lo si fa intorno alle 13.20.
Questo significa che da due giorni vedo il "nuovo" Tg1 delle 13 di Riotta.
Come saprete Piergiorgio Welby, affetto da una grave forma di sclerosi multipla che lo costringe in un letto completamente paralizzato con un tubo in gola per respirare ed uno nello stomaco per nutrirsi, ha inviato un messaggio al Presidente Napolitano chiedendo di aprire il dibattito sull'eutanasia.
Il giorno dopo Napolitano (che non è Ciampi e si vede sempre di più) accoglie l'invito e da l'impulso al dibattito politico.
Tg1 ore 13 di ieri, il problema non sono più le posizioni politiche, i disegni di legge proposti, i punti di vista: il servizio non parla già più di Welby ma di tale Cesare Scoccimaro, affetto da una malattia simile, anche lui completamente paralizzato, bloccato in un letto ed assistito da 4 persone a tempo pieno, che ci tiene a far sapere che lui vuole vivere. Benissimo, ma che c'azzecca? Welby ha chiesto di aprire il dibattito sullo sterminio di tutti i malati terminali d'Italia? No, ha chiesto di poter disporre di se stesso, ha chiesto che lo stato gli conceda la possibilità di sfuggire alla condanna di un'esistenza di sofferenza ed umiliazione. Ma il Tg1 è l'ingranaggio principe della propaganda vaticanista. Segue grafica con definizioni stringate dei termini di discussione, " Eutanasia", " Testamento biologico", " Suicidio assistito". Fine del servizio.
Tg1 ore 13 di oggi, nuovo servizio, stesso giornalista. Premessa: in Italia " non si sta discutendo di Eutanasia, ma di Testamento Biologico". L'ha deciso lui. Parte l'intervista con il cardinale che si occupa degli " affari sanitari" del vaticano (i pannoloni di Yoseph?) il quale si dice assolutamente contrario all'eutanasia, ma assolutamente favorevole al testamento biologico purchè non sia "un'eutanasia mascherata". In sostanza è favorevole a non fare nulla. L'impertinente e sfacciato giornalista gli domanda: " cosa ci insegna l'esperienza di giovanni paolo?" e subito la risposta " Giovanni paolo negli ultimi giorni si rifiutò di andare al Gemelli per l'ennesima volta perchè gli venne detto che non sarebbe guarito, ed è un grande esempio per tutti di accettazione serena della morte".
Al cardinale Javier Lozano Barragan qualcuno dovrebbe spiegare che Welby non ha nessuna delle possibilità riservate a Giovanni Paolo: non può rifiutare la cura, perchè la sua cura è il tubo della macchina che gli butta dentro i polmoni l'ossigeno. Per la legge italiana nessuno può staccare la spina di quella macchina e Pierpaolo Welby non può farlo per se stesso oramai da tempo.
La condanna di doversi far consumare senza speranza da una malattia, questo è il suo destino, almeno fino a quando certi telegiornali continueranno a fare propaganda vaticanista reazionaria e i politici a non prendere la responsabilità di scontentare qualche cardinale. Tanto cosa gli importa? Se sono terminali come malati lo sono anche come elettori.
Di cardinali invece ce ne sono e ce ne saranno sempre, anche Riotta se n'è accorto.
presumibilmente da simak, 23:33 | tic | commenti (1)
sabato, settembre 23, 2006
Rock isn't dead (dot)

" Pearl Jam": per qualche anno è stata la risposta immediata ad un sacco di domande, quelle domande che da qualche tempo nessuno mi fa più (forse perchè sono invecchiato, forse perchè sono invecchiati gli altri, non lo so). Domande tipo: " il tuo gruppo preferito?" o " che musica ascolti?".
Una decina di anni fa era una risposta considerata strana, ma non troppo: i Pearl Jam erano poco sotto la cresta dell'onda, ci poteva stare.
Oggi di loro non si parla praticamente più: poco sui giornali, praticamente zero in televisione, a sentire molti indie rocker o gnù metallari tanto in voga uno potrebbe pensare che si siano sciolti chissà quanti secoli fa " quei tizi lì tipo Nirvana", il tutto mentre in Italia vendono 50 mila copie del loro ottavo disco in studio praticamente senza promozione e in una settimana fanno 5 date sold-out da 10-15 mila persone a serata senza dover attaccare nemmeno un manifestino del concerto in giro nelle città che visitano.
Quasi come essere iscritti ad una affollata società segreta seguire questi ultraquarantenni da Seattle.
I loro concerti sono meravigliosi, tiratissimi, spontanei, appassionati.
In una parola sono dei veri concerti "Rock", di quelli che proprio non ce n'è più.
Assurdamente riduttivo relegarli nella meteora del "Grunge", calcolando la fine artistica di Vedder e soci insieme al riflusso modaiolo del genere di Cobain.
Sono gli eredi (vivi e viventi) dei Led Zeppelin, senza il contorno di isterismi da rock star, l'eccesso di droghe e alcol e nemmeno con la pretesa di voler cambiare il mondo, ma utilizzando tutto il loro successo per mantenere un pizzico di coerenza. In più piacciono ad un sacco di bella gente.
Se non mi facessero aspettare 6 anni per risentirli dal vivo sarebbero perfetti.
presumibilmente da simak, 02:58 | tic | commenti (11)
lunedì, settembre 18, 2006
Ingerenze di qualità

Si sta scatenando una bagarre inaudita per la storia di Telecom e del dossier di Rovati, con tanto di dimissioni e apertura di un fascicolo da parte della Procura di Roma.
Sfido chiunque a sostenere che più di un italiano su 100 ha capito, anche vagamente, di cosa si tratta.
Io ho capito una cosa: Rovati (quindi Prodi?) pensa che Telecom dovrebbe restituire allo stato e alla sua gestione la rete telefonica, quella rete costruita per 50 anni con la generosa sponsorizzazione dei contribuenti italiani, con i soldi delle interurbane a prezzi da strozzo e senza necessità di chiedere permessi a nessuno per fare buchi ovunque.
L'obiettivo è semplice: difendere gli interessi nazionali facendo in modo che sia lo stato a cedere agli operatori (a prezzi bassi e uguali per tutti) l'accesso alla suddetta rete ed evitare che il 90% delle infrastrutture delle telecomunicazioni italiane possano finire in un sol colpo nelle mani di qualche ignoto investitore (magari straniero) che si trovi a scalare la società dell'uomo più indebitato ed influente d'Italia, il Tronchetto Provera in Afef.
In questo modo la finiremmo con la fasulla competizione truccata dall'incumbent Telecom che con le proprie strategie commerciali tiene i prezzi alti frenando lo sviluppo tecnologico ed economico del paese: finalmente tutti gli operatori potrebbero farsi una concorrenza reale.
" Reale" come quella francese. Per intenderci quella concorrenza che permette a Telecom Italia di offrire agli utenti francesi servizi migliori ad un prezzo minore rispetto a quelli degli utenti campioni del mondo ( POPOPOPOPO).
Rovati (quindi Prodi?) ha maledettamente ragione. Dov'è lo scandalo?
Nel fatto che il governo italiano ingerisce (tra la altre cose con scarsissimo successo, dimostrando che oramai il danno è fatto) nelle politiche di un'azienda privata con il deliberato scopo di tutelare l'interesse nazionale e dei consumatori?
E io, di grazia, cosa li avrei votati a fare se non per ingerire in queste cose ed in questa direzione?
presumibilmente da simak, 21:02 | tic | commenti (14)
lunedì, settembre 11, 2006
Biondo è bello
Miti a confronto.
Dopo lui...
...anche lui...
presumibilmente da simak, 23:36 | tic | commenti (9)
mercoledì, settembre 06, 2006
Ciampi a soreta
Qualcosa è cambiato lassù sul Colle.
Personalmente non sono mai stato "Ciampista", per vari motivi.
Non per questo facevo un tifo scalmanato per l'elezione di Napolitano, avrei preferito imprigionare D'Alema lì in alto, così magari evitavamo anche di ascoltare le sue interviste con Riotta.
Ad ogni modo devo gioire, finalmente il buon Giorgione nazionale ha rotto l'insopportabile " meccanismo Ciampi". In cosa consiste il " meccanismo Ciampi"? Semplice!
Facciamo un esempio:
1. Ciampi in un'occasione X rilascia una dichiarazione con la quale invita (riferendosi platealmente a Berlusconi o comunque al centrodestra) ad un maggior pluralismo dell'informazione televisiva italiana.
2. A 5 minuti dalla dichiarazione in oggetto Berlusconi (o un qualsiasi esponente random del centrodestra) interviene rilasciando una dichiarazione di questo tipo: " Sono con il Presidente, Ciampi ha perfettamente ragione: il pluralismo dell'informazione televisiva è fondamentale."
3. Ciampi tace.
*4. Il mio fegato si attorciglia tentando il suicidio
Ora, finalmente, le cose sono cambiate. Abbiamo il " meccanismo Napolitano", meglio conosciuto come: " prendi per fesso qualcun altro".
Esempio:
1. Napolitano rilascia una dichiarazione nella quale invita i due poli ad un confronto costruttivo sulla prossima finanziaria allo scopo di garantire il mantenimento degli impegni comunitari che prevedono il contenimento del deficit e il risanamento del bilancio
2. Tremonti, dopo 5 minuti, dichiara: "il presidente ha ragione ad attaccare questa maggioranza, ci vuole il governo delle larghe intese, un nuovo compromesso storico"
3. Napolitano rilascia una nota: " Non ho detto questo"
*4. Il mio fegato ringrazia.
Dai così Giorgio, cantagliele.
presumibilmente da simak, 01:19 | tic | commenti (10)
sabato, settembre 02, 2006
Riecchime
Ebbene sì, sono tornato.
In realtà sono tornato da un po', ma non me la sono sentita di scrivere un post in pieno agosto su D'Alema che dice " bye bye Condy" salutando Condoleeza Rice al cellulare mentre è ormeggiato con la sua barca a vela, quindi ho atteso.
Oggi ho scoperto che Rutelli sente la necessità di imporre una rivoluzione copernicana per le vacanze degli italiani, tenuto conto che si tratta di un'autorità nel non fare un cazzo lo prenderei seriamente in considerazione.
Io invece, che sono un tradizionalista, riapro il blog con un'abitudine classica leggermente rivisitata.
Non potendo frantumare gli zebedei agli amici con delle diapositive delle vacanze che non ho, allego al post un piccolo album: qualche fotina stupida scattata con il cellulare.
L'importanza del Baccalà in un centro commerciale di Porto
I comunisti sono ovunque (e quelli portoghesi scimmiottano i marines)
La dieta di un gruppo di ragazze francesi in campeggio include un alimento fondamentale
Bancomat spagnoli in italiano
Furgone portasuore
Cicogne a Salamanca
Acqua Basca
Gufo appollaiato su un palazzo a Barcellona
presumibilmente da simak, 19:01 | tic | commenti (7)
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