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mercoledì, giugno 28, 2006
Cofferati chiude bottega Ordinanza firmata: fra qualche giorno gli alimentari, le pizzerie e i kebbabari (solo i take-away) delle due zone "calde" (Via del Pratello e Piazza Verdi) dovranno chiudere alle 21, due-tre ore prima rispetto ad ora. Che vendano o meno alcolici non conta. Alla sensata obiezione che la bibite gassate non fanno ubriacare il geniale assessore ha replicato con un paradigmatico " e ci va lei a controllare che non le vendano?". No, dovrebbe andarci i vigili, gli stessi controlleranno il rispetto dell'orario capestro, caro assessore. La scelta della giunta Cofferati per "combattere il degrado" è ingenua, inutile ed inefficace. Non risolve il problema perchè nessuno vieta ai gli ubriaconi organizzati di comprare una buona "scorta" di alcolici alle 20.59 e perchè quelli con più voglia di camminare possono andare 500 metri più in là a rifornirsi. Come se non bastasse la genialata è anche più che vagamente discriminatoria perchè colpisce esclusivamente esercizi commerciali gestiti da Extracomunitari (quelli operosi che pagano le tasse), anche quando questi non hanno mai venduto alcun tipo di bevanda alcolica nei loro locali per scelta religiosa, per evitare problemi o per senso di responsabilità e lucidità, due caratteristiche ignote al sindaco di Bologna. Tranquilli (almeno fino all'inverno, " poi si vedrà") i pub e i ristoranti/pizzerie (quelli degli italiani che votano e s'incazzano) che sono nelle stesse zone e che possono rimanere aperti a vendere tutto l'alcol (a quattro volte il prezzo di un alimentari) che desiderano fino alle 3 del mattino. Insomma, puoi ubriacarti, puoi stare in giro fino alle 3 del mattino ma devi potertelo permettere. Gli studenti ricchi sono più responsabili? D'altraparte quando non sai/non vuoi dire/non puoi dire chiaramente nemmeno cosa stai combattendo diventa inevitabile fare solo confusione. Eh sì, perchè il "degrado", questo mostro pantagruelico, cos'è? Di cosa stiamo parlando? Della sporcizia? Della micro-criminalità? Dello spaccio? Dell'ubriachezza molesta? Oppure del fatto che i 50 mila studenti fuorisede ed in sede scelgono di andare a passare la serata, specialmente d'estate, nei due luoghi di ritrovo più comuni? La misura adottata lascia pensare che il "degrado" sia proprio questo: la massiccia presenza di giovani che bevono un paio di birre in piazza. E allora basta ipocrisia: la soluzione c'è, si chiama "coprifuoco".
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sabato, giugno 24, 2006
Un ottimo lavoro (Cribbio!) Il segreto di pulcinella sui deferimenti dello scandalo di calciopoli è durato poco più di 24 ore: il documento integrale è disponibile in formato Pdf su Repubblica.it, diviso in due parti. Quello che ci ho trovato dentro è interessante, sarebbe troppo lungo parlarne, ma mi concentrerò su un "particolare" non secondario che ho trovato piuttosto curioso. (Mi viene bene il sarcasmo) Il documento redatto dal Procuratore Federale Palazzi sulla scorta della relazione del Capo Ufficio Indagini della Figc Saverio Borrelli è costituito da una introduzione complessiva e successivamente tratta per "capitoli" le situazioni e i fatti contestati alle singole società coinvolte (Juventus, Lazio, Fiorentina e Milan) il cui accertamento ha causato il rinvio a giudizio nel processo sportivo. L'evento certamente più rilevante dal punto di vista della cronaca è stato il deferimento di Adriano Galliani, il quale ha così finalmente deciso di dimettersi dal suo ruolo di presidente della Lega, ultimo rappresentante del "vecchio" potere calcistico ancora in carica. Incollato com'era alla poltrona dall'ordine diretto di Berlusconi di non mollare, nonostante tutti fossero saltati giù dal carro, aveva bisogno di una spintarella. Quello che è altrettanto interessante è che il deferimento per Galliani arriva non per violazione dell'articolo 6 del Codice di Giustizia Sportiva, vale a dire l'Illecito Sportivo, ma per la violazione dell'articolo 1 del codice, vale a dire quello che impone " lealtà sportiva, correttezza e probità" a tutti i partecipanti al circo del calcio. Il fatto non è di secondaria importanza perchè il Milan se il reato di violazione dell'articolo 6 fosse stato contestato a Galliani, che era e ne è amministratore delegato, avrebbe avuto la " responsabilità diretta" nell'illecito con conseguente (praticamente automatica) retrocessione in serie B in caso di condanna. Infatti è proprio questo che Juventus, Fiorentina e Lazio stanno rischiando perchè la violazione di questo benedetto articolo 6 in quei casi viene contestata ai responsabili legali delle tre società: Moggi e Giraudo, i fratelli Della Valle e Claudio Lotito. A ricevere il deferimento per Illecito Sportivo sulla sponda milanista è il dirigente Leonardo Meani, una figura di secondo piano nell'organigramma societario, e questo, in caso di condanna, significa che il Milan riceverebbe come addebito la semplice " responsabilità oggettiva", con la quale è facile sfuggire alla pena della retrocessione. Quello che è molto strano, anzi direi paradossale, sta nelle motivazioni dei deferimenti ed in particolare su una differenza di "trattamento" che è interessante rilevare. Uno dei tre casi per i quali la Juventus rischia la retrocessione è conseguenza dell'operato di Luciano Moggi in corrispondenza della partita Juventus - Lazio del 5 Dicembre 2004. Riporto da pagina 44 dalla lettera di deferimento: " - nel corso di un colloquio telefonico del 3.12.2004, alle ore 11.53, con la sig.ra A (dipendente della Juventus), Moggi mostra di essere a conoscenza degli assistenti di gara prim'ancora dell'ufficializzazione della designazione [...];- significativo, al riguardo, è che il colloquio in questione si svolge alle ore 11.53, laddove il comunicato concernente la designazione degli assistenti di gara veniva diffuso non prima delle 12.15, come dichiarato il 19.5.2006 dal sig. Martino, ad avviso del quale, prima di tal ora, deve escludersi vi fosse una comunicazione anche solo informale;[...]Da quanto sopra brevemente esposto risulta evidente l'illecita attivazione di Moggi al fine di alterare lo svolgimento della partita Juventus - Lazio, incidendo sulla designazione degli assistenti. Ne discende, pertanto, la responsabilità disciplinare del sig. Luciano Moggi per violazione dell'art. 6, comma 1, CGS, nonchè, in ragione del ruolo rivestito da Moggi, all'epoca Direttore generale della Juventus, la responsabilità diretta e presunta di tale società, ai sensi dell'artt.2, comma 4, e 9, comma 3, CGS." Il quadro è chiaro: il DG della Juventus conosceva i nomi dei guardalinee PRIMA della comunicazione, si DEDUCE da ciò che egli ha inciso sulla designazione degli stessi alterando così il risultato della gara e per queste ragioni ha commesso un illecito sportivo di cui, per responsabilità diretta, è imputata anche la società che lui rappresentava: la Juventus. La posizione del Milan, lo dicono tutti i giornali e tutte le televisioni (soprattutto quelle del cavaliere), è più "sfumata". Nella lettera manca completamente l'analisi di intercettazioni che hanno coinvolto il suo dirigente Meani in diverse occasioni: 1. quando parla con un arbitro che ha diretto la squadra rossonera promettendogli un interessamento per un trapianto di chioma; 2. quando chiede il permesso a Galliani di "spingere" degli arbitri nelle serie inferiori per una promozione ottenendolo con un perentorio " spinga spinga" dall'AD del Milan; 3. quando parla con il guardalinee Farneti, designato per Milan-Juventus dell'8 maggio, prima della gara facendosi ringraziare " per averlo fatto designare" e facendogli presente che i " cronografi sono pronti", 4. quando parla con Contini (guardalinee) per invitarlo a cena dopo aver "sbandierato" nella partita Milan-Brescia, 5. quando parla con Galliani che gli comunica l'esito positivo di "un favore" che Gianni Letta, allora sottosegratario alla presidenza del consiglio, ha fatto all'arbitro Paparesta con l'invio di un "dossier" riguardante l'attività professionale del "revisore contabile" Paparesta... e via "sfumando". L'unico caso su cui la relazione si "concentra" è la partita Milan-Chievo, per la quale risulta Meani abbia fatto pressioni in modo da ottenere la designazione di due suoi fedelissimi come guardalinee (Puglisi e Babini). Riporto da pagina 86 dalla lettera di deferimento: " Il Meani contatta quindi il Mazzei, che, tra l'altro, formulava per i designatori le proposte di assegnazione degli assistenti, e in due telefonate in rapida successione protesta veementemente per il trattamento subito dando carico all'interlocutore di riferire ai designatori di "non sbagliare più niente fino alla fine del campionato perchè Galliani è furibondo" e che è ora di mandare anche al Milan qualcuno "che fa il lavoro con noi" e all'argomentazione del Mazzei, secondo cui viene operata una rotazione tra gli assistenti, obietta che l'assistente Puglisi non viene designato da un anno e mezzo per partite del Milan e quindi lo richiede espressamente ed in modo estremamente deciso per il mercoledì successivo (appunto, giorno della partita Milan-Chievo), ricevendo alla fine un'esplicita assicurazione in tal senso che trova riscontro nella domenica successiva, effettiva designazione del Puglisi, unitamente al Babini. [...] il proprio forte disappunto superarono oggettivamente i limiti della doverosa correttezza nei rapporti riferibili all'attività sportiva e di ciò, del resto, sembra consapevole lo stesso Meani quando riferisce del proprio intervento ad Adriano Galliani ("dio bono altro che parlato...gli bestemmiavo parolacce di tutti i colori")" Il quadro sembra chiaro: Meani contatta direttamente Mazzei, il designatore, e in nome dei torti subiti in passato lo minaccia, utilizzando il timore che la figura di Galliani suscita, ottenendo così la designazione mirata dei due guardalinee. D'altraparte Galliani è perfettamente informato di questi avvenimenti, tant'è che Meani riferisce direttamente a lui l'esito della chiamata. Esattamente quello che si DEDUCE abbia fatto Moggi nel caso di Juventus - Lazio: la " fraudolenta designazione dei guardalinee". La conseguenza dovrebbe essere lineare: come nel caso della Juventus, essendo coinvolto in una designazione fraudolenta un alto dirigente, si deferisce il soggetto per illecito sportivo (art. 6) e la società rappresentata per responsabilità diretta in merito al grave illecito sportivo. E invece, siori e siore, NO. Il caro Palazzi, che già si era prodigato nell'elencazione di varie "giustificazioni" non richieste al comportamento di Meani che agisce " maldestramente ed illecitamente per controbilanciare il potere della juve" e altre amenità, diventa improvvisamente sottile. Secondo il ferreo procuratore la telefonata fra Meani e Mazzei non rappresenta la violazione dell'art. 6 ma del più lieve art. 1 del codice di giustizia sportiva. Ne consegue che Galliani, informato e coinvolto nella faccenda, sia egli stesso da deferire insieme al Milan per responsabilità diretta, ma sempre e solo per l'art. 1. Infatti, l'illecito sportivo e la violazione dell'art. 6 c'è, ma non è nella designazione fraudolenta come lo era per Moggi, bensì solo nella telefonata successiva che Meani fa ai guardalinee da lui designati per la partita "istruendoli" sulle modalità di applicazione della regola del fuorigioco in quella particolare occasione. In assenza di intercettazioni che confermino la conoscenza da parte di Adriano Galliani dei contenuti di questa specifica telefonata, che determina la violazione dell'art. 6 (alla buonora), il Milan è sì responsabile, ma lo è solo "oggettivamente" tramite il suo dirigente di secondo piano Meani e non in maniera diretta come lo sarebbe con il coinvolgimento di Galliani. L'effetto di questa sottile distinzione (e delle numerose mancanze negli atti contestati) è che la squadra del cavaliere non deve temere la serie B. Applausi scroscianti, donne in delirio, standing ovation e sipario.
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giovedì, giugno 22, 2006
Lontani dall'obiettivo

Stasera tirava una brutta aria in Piazza Verdi, il cuore della città universitaria bolognese. Ai soliti assonnati poliziotti che presidiano notte e dì la piazza, mentre in via petroni (a 10 metri) l'offerta di droghe leggere di pessima qualità cresce esponenzialmente, si erano sostituiti una trentina di celerini in assetto antisommossa. Verso le 22 un simpatico episodio di guerriglia urbana, con lancio di bottiglie, manganellate e cariche, ha animato la serata. Dopo aver schivato un paio di enormi fuoristrada nuovi di zecca guidati da impomatati autisti che osservavano incuriositi la scena sfilando verso via San Vitale ho curiosato un po' e ho scoperto che tutto è nato dallo scontro, prima verbale poi fisico, fra i 4 carabinieri che stazionavano nella piazza e un ragazzo che aveva deciso di utilizzare un portone nella via laterale come suo personale gabinetto. Lo sfacciato urinatore non ha tollerato di essere redarguito e urlando ha richiamato gente, i carabinieri hanno furbescamente pensato di calmare le acque spruzzando dello spray urticante negli occhi di qualcuno dei presenti e uno di loro si è beccato in risposta una bottigliata in faccia. Il passo da una bottigliata a 100 bottigliate è stato breve e la tensione è arrivata alle stelle. Domani si riaprirà la mai sopita polemica su Piazza Verdi, sui punkabestia, sui giovani che si ubriacano e disturbano il sonno dei residenti, e le conseguenze sono prevedibili: qualche ridicolo divieto "sperimentale" placebo, zero percezione di cosa è realmente problematico e di cosa non lo è, nessuna soluzione e litrate di inchiostro e chiacchiere del solito tenore. D'altraparte da quando c'è Cofferati a Palazzo D'Accursio non si parla d'altro, al punto che fra le polemiche sul rave, le polemiche sui lavavetri, le polemiche sugli orari di vendita degli alcolici, le polemiche sulla sicurezza, le polemiche sul degrado, le polemiche sugli immigrati e via polemicando di tempo per fare qualcosa di concreto, il caro Cofferati, ne ha trovato pochissimo. Come sempre, in questo marasma di umarells inferociti, rifondaroli cinquantenni rissosi sempre dalla parte dei ventenni casinari (peraltro all'insaputa dei ventenni stessi) e sindaci "ex-speranzedellasinistra" con pesante deficit di capacità di dialogo e mediazione, l'unico assente eccellente è sempre lui: il buonsenso. Tipo, se vieti giustamente ad un paio di centinaia di ubriachi di urinare sui portoni, sarà ben più semplice spiegarglielo se piazzi un paio di bagno chimici in un angolo. O no?
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martedì, giugno 20, 2006
Tutto un programma 2 Le diatribe che hanno come oggetto il programma delle coalizione di governo non sono una cosa nuova, il copione è collaudatissimo: qualche esponente del centrosinistra dice una cosa sensata come reazione ottiene gli attacchi di tutto il centrodestra seguiti e preceduti dagli attacchi dei peggiori elementi (che non sono pochi) del centrosinistra che bollano la proposta come "non aderente agli accordi e al programma". L'ultimo caso non fa eccezione. Un paio di giorni fa il Ministro Pollastrini ha detto di stare pensando " ad una legislazione umana e saggia per le unioni di fatto, omosessuali e non, cosa che sta a cuore a voi e a molti di noi". Puntuale lo "stop" del portavoce di Prodi: " La linea del governo sulle unioni civili rimane quella concordata nella fase di definizione del programma di governo" Altrettanto puntuale l'intervento della meravigliosa Binetti, la neo senatrice ruiniana della Margherita che si è guadagnata il posto animando il comitato astensionista " Scienza e Vita" sul referendum per l'abolizione della legge fecondazione assistita (grazie Ciccio Rutelli per il magnifico regalo a tutti noi), che ha esternato così: " sono stupita per il fatto che il primo atto pubblico del ministro Pollastrini di cui vengo a conoscenza sia dedicato, tra tutte le possibili destinazioni, al tema delle unioni di fatto...Questo è un tema su cui non c'é accordo su un'iniziativa da parte del governo, né se ne fa menzione sul programma dell'Unione"Peccato che nel famigerato programma ci sia scritto (pagina 72) questo: Unioni civili L'Unione proporrà il riconoscimento giuridico di diritti, prerogative e facoltà alle persone che fanno parte delle unioni di fatto. Al fine di definire natura e qualità di un'unione di fatto, non è dirimente il genere dei conviventi nè il loro orientamento sessuale. Va considerato piuttosto, quale criterio qualificante, il sistema di relazioni (sentimentali, assistenziali e di solidarietà), la loro stabilità e volontarietà.
Cos'è che non ho capito bene?
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sabato, giugno 17, 2006
Bollenti tensioniIl caldo è arrivato, finalmente o purtroppo, i risultati sono visibili nella faccia e nell'umore della gente per strada. Questa una foto di una bicicletta legata (come sempre) ad un palo in prossimità di un portone in Via Broccaindosso:
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mercoledì, giugno 14, 2006
Eh NO, cazzo Stasera, mentre ero lì che cercavo di comprendere la logica dei vescovi italiani che 12 mesi fa predicavano l'astensionismo e oggi invitano al voto come dovere civico e concludevo prendendo atto di quanto il sedere basso sia un'inestirpabile piaga per il genere umano, ho beccato lo spot informativo di mediaset sul Referendum confermativo della riforma costituzionale del prossimo 25 e 26 Giugno. Solito schema, all'apparenza, la voce dello speaker che fornisce informazioni "tecniche" sullo svolgimento della consultazione accompagnata da una grafica di dubbio gusto: una forma di "promozione" e di "servizio" innocua e, spesso inutile, per definizione. Non so perchè ho preso ad osservarlo ed ascoltarlo con attenzione e sono rimasto semplicemente sconvolto. Giunto al momento della spiegazione dei "contenuti" del referendum lo speaker recita: "l a riforma in oggetto, fra le altre cose, propone la riduzione del numero dei parlamentari, da 630 a 518 per la camera, da 313 a 252 per il senato". La scelta della modifica da illustrare " fra le altre cose", vale a dire fra i 50 articoli modificati che stuprano la carta del '48 cambiando prerogative e funzionamento interno di TUTTI gli organi costituzionali preposti al funzionamento del potere legislativo, esecutivo e giudiziario, non solo è assurdamente parziale, ma anche paradossalmente incompleta perchè dimentica di specificare che questa riduzione avverrebbe comunque solo nel 2016. Tanto per esprimersi in un linguaggio comprensibile all'italiano medio significa non solo DOPO il termine del mondiale di calcio di Germania 2006, ma anche del prossimo in Sudafrica nel 2010 e di quello successivo la cui sede non è stata ancora fissata e che avrà luogo nel 2014. Ma il capolavoro sta nella grafica ficcante che accompagna queste affermazioni: un rapido contatore che diminuisce con i numeri della riduzione dei parlamentari e, colpo di genio supremo, un piccolo parlamentino stilizzato ricolmo di tanti omini i quali, prima si trasformano nel simbolo dell'Euro, e nel momento in cui viene pronunciata la formula magica " riduzione numero dei parlamentari" svaniscono rapidamente dalle tribune. Un concentrato di falsificazione, mistificazione e parzialità di una efficacia paurosa. Ho avuto conferma del fatto che questo è l'unico spot che Mediaset manda in onda per informare i cittadini, non so se la trasmissione di questa porcheria sia obbligatoria per la "grande industria culturale" (d'alema dixit), ma qualora lo fosse mi domando se dovremo attendere il 27 Giugno perchè la messa in onda venga sospesa. P.s. Lo spot Rai, oltre ad avere in una porzione delle schermo una persona che traduce con il linguaggio dei segni quanto detto dalla voce in sottofondo, è giocoforza riduttivo rispetto alla portata della decisione che gli italiani dovranno prendere, ma doverosamente si sofferma su una lista di alcuni "particolari" insignificanti contenuti nel testo di riforma approvato dal precedente governo, robetta tipo "l e prerogative del primo ministro", " i poteri del presidente della Repubblica", " la formazione delle leggi" e via dicendo. E menomale.
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lunedì, giugno 12, 2006
Popolar-Populismo Io non ho mai digerito gli "alternativi", quelli "diversi a tutti i costi". Nemmeno tanti "indie" con la loro musica che se non è sconosciuta è merda per forza. E nemmeno i populisti di destra e di sinistra, quelli che si ergono a modelli, comunque vada senza macchia e senza paura che urlano su tutto, ne sanno sempre più di chiunque e soprattutto sanno "la verità". Condanna veloce e fustigazione in pubblica piazza. Da qualche mese a questa parte Beppe Grillo è diventato proprio così, populista e caciarone. L'ultima sparata è di oggi, " Forza Ghana" dice il comico genovese, che l'Italia è "figlia del calcio corrotto" e giù insulti a destra e a manca: distinguere è faticoso e ti fa risultare meno immediato, meglio lanciare slogan, uno dietro l'altro a prescindere dalle basi deboli su cui poggiano, perchè lo slogan urlato è sempre da prima pagina, fa sempre notizia e aggrega, non importa chi ma aggrega. Personalmente farò il tifo per la mia nazionale che di motivi per essere anti-nazionalisti nel nostro paese ce ne sono tanti e amo selezionarli senza superficialità. Forza Italia.
presumibilmente da simak, 00:49 | tic | commenti (10)
sabato, giugno 10, 2006
Roba nuova Lo dico timidamente, sapete non vorrei essere frainteso, ma è da parecchio tempo che è normale per un paese (che non sia israele) bombardare la casa di un terrorista (con lui dentro, ma anche no) per fare " giustizia"? L'arresto, l'interrogatorio, il processo e la condanna è tutta roba d'intralcio, desueta, démodé? Ok, ok, messo agli atti. Era tanto per sapere.
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mercoledì, giugno 07, 2006
Non così fan tutti (ma alcuni sì) Torno a parlare dello scandalo sul calcio dopo un paio di settimane ora che finalmente il quadro sembra completo. Le informative dei carabinieri sono totalmente pubbliche o almeno così pare, la violazione del segreto istruttorio ha travalicato ogni limite, con la pubblicazione integrale di un dossier su L'Espresso ancora prima che questo fosse trasmesso alla Procura di Napoli che l'aveva richiesto, con tanto di numero di telefonino personale di Marcello Lippi non "oscurato". Una forma di riconoscimento ufficiale della preminenza del giudizio "della piazza" su quello dei tribunali. Dalle carte (credo di aver letto davvero tutto il possibile) mi sono convinto che l'inchiesta penale finirà in un nulla di fatto. L'ipotesi di "associazione per delinquere" è tirata per i capelli, lo scopo dei giudici di Napoli è chiaro: mantenere un'inchiesta ed un eventuale processo con altissima visibilità mediatica nelle proprie mani. La concorrenza della Procura di Torino e di quella di Roma si sta già affacciando all'orizzonte, difficile che un eventuale processo resti a Napoli che appare priva dei requisiti minimi di competenza territoriale. Sono poche, fra le centinaia di telefonate registrate e trascritte, quelle che si configurano come prove non deduttive del reato di Truffa Sportiva. In particolare si tratta delle telefonate fra l'arbitro De Santis e l'ex vice-presidente della Figc Innocenzo Mazzini riguardanti le partite Lecce-Parma e Livorno-Siena del campionato 2004/05. In quelle conversazioni è proprio l'arbitro De Santis a fare chiari riferimenti sul previsto condizionamento del regolare svolgimento delle gare, non si tratta di osservazioni fatte per "interposta persona". Su tutto il resto del materiale raccolto la giustizia ordinaria potrà fare poco, credo sostanzialmente nulla. Quello che più interessa me, come il resto dei calciofili italiani, è l'esito del processo sportivo appena avviato dal nuovo Capo dell'Ufficio Indagini Saverio Borrelli. Qui non si dovranno comminare anni di carcere e pene pecuniarie, ma punti di penalizzazione in classifica, squalifiche sportive, retrocessioni e revoche dei titoli assegnati. Roba seria, insomma. Regolamenti federali alla mano la posizione di Borrelli prima, che dovrà formulare le richieste di pena, e dei giudici sportivi poi, che dovranno comminarle, è chiara. Dovranno prendere una decisione su dove inquadrare una nuova fattispecie di comportamento, oggettivamente poco etico, che questo scandalo ha messo sotto gli occhi di tutti: pressioni, influenze, indicazioni e richieste di arbitri da inserire nelle griglie per il sorteggio (sulla cui regolarità sono stati sollevati sospetti non comprovati quindi non considerabili) e guardalinee da designare.
Alla fine, tirando le somme, di questo stiamo parlando non di un illecito sportivo chiaro e "classico" nella forma. Non ci sono telefonate in cui Moggi, tanto per fare un esempio a caso, parla con un arbitro, con un guardalinee o con un designatore per chiedere un comportamento teso a favorire la Juventus o qualsiasi altra squadra. Lo stesso vale per le altre squadre coinvolte, mi riferisco alla Fiorentina, al Milan, alla Lazio, alla Reggina e al Messina. In tutti questi casi i dirigenti di queste squadre, a volte i presidenti stessi, telefonano ai designatori o a chi per loro allo scopo di ottenere "attenzione", "un occhio di riguardo" nella scelta dei direttori di gara e/o guardalinee per loro prossime partite o si lamentano, protestano, perchè non vogliono più la designazione di direttori di gara che ritengono siano "prevenuti" nei confronti della loro squadra. Quello che è evidente e solare è la commistione, la vicinanza, la manovrabilità, la disponibilità dei designatori ad assorbire queste pressioni, a giocare su due o tre tavoli contemporaneamente allo scopo di accontentare volta per volta la squadra che "si fa sentire" di più, preservando con spregiudicati bizantinismi equilibri politici e di potere interni incancreniti dalla convergenza di forti interessi economici intorno al mondo del calcio. Resta da stabilire, e non sono i bar dove ci si ammazza a mani nude per un litigio i luoghi preposti per questa decisione, se questi atteggiamenti siano da inquadrare come " Illeciti Sportivi", vale a dire violazioni dell'Art. 6 del Codice Sportivo alle quali consegue la penalizzazione in punti, la retrocessione e la revoca dei titoli sportivi per le squadre coinvolte, o come comportamenti che ledono " la probità e la lealtà sportiva", vale a dire violazioni dell'Art. 1 del Codice Sportivo per le quali sono previste squalifiche, anche a vita, dei dirigenti ritenuti colpevoli. Nel momento in cui si sarà deciso questo, e il verdetto in merito non è scontato, tutte le squadre "colpevoli" dovrebbero essere punite in una maniera più o meno uniforme. Per chiunque sia vagamente lucido è difforme dalla realtà dei contenuti delle chiamate intercettate la "classifica dei cattivi" che i giornali si sono divertiti a fare con scarisissima imparzialità e nella quale la Juventus è invariabilmente piazzata al primo posto. Tanto per fare un esempio è chiaro quello che si vuol far dedurre con l'equilibratissimo dossier di Repubblica nel quale non risultano intercettazioni che non coinvolgano Luciano Moggi. Non è dalla deduttiva ricostruzione a posteriori e a senso unico delle moviole postume e dei risultati ottenuti che si attribuiscono le responsabilità in sede di giudizio, dovrebbero bastare i 9 mesi e le 10mila pagine di intercettazioni a provare l'illecito. Per ora l'unica cosa che si è stabilita per certo è che, comunque la si voglia chiamare questa "cosa", tutte le squadre coinvolte ne sono protagoniste.
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sabato, giugno 03, 2006
Poche certezze

Roma, 23:57 IRAQ: TEMPI RITIRO ITALIA? BLAIR, "NON SO"
Tranquillo Tony, nemmeno loro.
presumibilmente da simak, 01:46 | tic | commenti (3)
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