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sabato, dicembre 31, 2005 Sul non avere il culo rotto ed altre facezie
Sembra che la sfiga lo faccia di proposito ad accanirsi con me, comincio a sentirmi vittima di un qualche oscuro disegno diabolico. Sono tre mesi che non me ne va una dritta. La lista sarebbe lunga, mi limiterò agli ultimissimi avvenimenti. (N.b. Invito tutti i selezionatissimi parenti e amici di famiglia che leggeranno questo post a mantenere l'assoluto riserbo (ho detto "assoluto", chiaro?). Non mi va di avere una madre preoccupata e scassamaroni alle calcagna. Grazie) Tornato a Bologna ho scoperto che la mia caldaia, fresca di riparazione truffaldina da 150 euro (sine fattura), ha un difetto che non le consente di funzionare per più di 15 minuti di fila. Una scoperta niente male quando fuori ci sono -5 C°. Chiamare il caldaista è inutile: si trova in puglia dai parenti a spendere tutti i soldi che mi ha sottratto indebitamente in rustici leccesi. Verso le sette di stasera ho lasciato il cellulare dove non dovevo e ho avuto un incontro piuttosto spiacevole che ha avuto delle conseguenze ancora più spiacevoli, ma l'argomento è off-limits su questo blog fino a data da destinarsi, per cui glisserò. Almeno il telefono l'ho riavuto indietro, anche se in un modo talmente sgradevole che mi riuscirà difficile dimenticarlo in fretta. Comunque questa non sarà l'unica disavventura del mio Nokia 2100 con cover viola prima della fine della serata. Tornato a casa ho trovato tutta la mia stanza allagata a causa del cedimento di una valvola del termosifone. Qual'è l'unica stanza della casa con un prezioso tappeto orientale dall'elevato valore affettivo piazzato sul pavimento, vi chiederete voi? La mia, naturalmente. Con la caldaia fuori servizio e 6.7 C° DENTRO casa mi sono messo ad asciugare con uno straccio l'acqua, ovviamente per fare questo ho dovuto sollevare da terra il pesantissimo tappeto zuppo d'acqua come una Macina di latte nella pubblicità (avete notato che in tv non si spappolano mai?) chiedendo assistenza all'unica persona che mi è veramente vicina in questo periodo: il mio vicino algerino. Molto gentile, anche se qualcosa nel suo sguardo mi dice che non ha ancora smesso di pensare che sia io il responsabile del furto della bici rosa con i pois fucsia della figlia dal sottoscala del palazzo. Dopo qualche minuto lo stendino per i panni (nuovo) su cui era poggiato un lembo del tappeto ha ceduto di schianto venendomi addosso. Sono scivolato che nemmeno Benny Hill cadendo culo a terra nell'acqua gelata. Un male allucinante che non riuscivo ad alzarmi, avevo il telefono in tasca e ho provato a chiamare l'unica persona che sapevo essere a Bologna e che pensavo ci tenesse abbastanza da soccorrermi (nonostante tutto), ma questa ha deciso di non rispondere alla chiamata così come come al mio messaggio d'implorazione. Al momento (dopo 7 ore) non si è ancora preoccupata di sincerarsi delle mie condizioni di salute. Ogni commento è superfluo e mi farebbe sembrare nuovamente patetico, evitiamo. La mia fortuna (questa sì che è autoironia) ha voluto che il vicino algerino recepisse le mie lamentazioni venendo eroicamente in mio soccorso. Tutto ciò avrebbe contribuito ad aumentare notevolmente la mia stima nei confronti dei popoli nord-africani in genere, avrebbe contribuito se dopo tre ore non avessi dovuto spingere con violenza contro un muro un maghrebino che mi ha sfilato il cellulare (sempre lui) dalla giacca usando il vecchio trucco del finto sgambetto. Un'occasione persa per ridurre le distanze tra me e la comunità degli extracomunitari. Alla fine il lancinante dolore coccigeo mi ha spinto fino al più vicino pronto soccorso, prima visita in un ospedale (da paziente) in vita mia, dove un simpatico dottore bolognese mi ha rapidamente radiografato il didietro e ha sentenziato che "non è rotto", offrendomi ugualmente un letto caldo per la notte in modo da potermi "osservare" nuovamente il sedere domattina. Da buon cittadino Emiliano-romagnolo ha deciso di far risparmiare soldi ad Errani e me ne sono tornato a casa camminando con estrema cautela. Qualche commento? Ah, quasi dimenticavo: buon anno a tutti. presumibilmente da simak, 05:01 | tic | commenti (14) martedì, dicembre 20, 2005 Tutto un enorme disastro
![]() Miei fedeli lettori, mi preme fornirvi un aggiornamento al post del 2 Dicembre ultimo scorso. Alla fine la "produttrice/sceneggiattrice/regista" del famoso film interpretato dal protagonista "un po' sfigato, tendente al patetico e travolto dagli eventi" ha preso una decisione, parecchio brutta per il suo personaggio, alla faccia dello sfavillante Happy End sperato. Gettando la maschera, il protagonista, che sarei io (colpo di scena, eh?) è davvero a terra. Direi sottoterra, in preda ad atroci dolori wertheriani. Avete presente quando un mucchio di cose di cui eri convinto, in cui credevi e in ragione delle quali avevi cambiato te stesso senza nemmeno accorgertene si ribaltano di 180° gradi e te le ritrovi di faccia che rotolano nella tua direzione a folle velocità? Ecco, mi sono appena passate addosso, tutte insieme. Se invece non doveste aver presente vi do una dritta: fa davvero un male devastante. La verità è che così proprio non me l'aspettavo, nemmeno me la meritavo, anzi, scusatemi, non ce lo meritavamo. Non così, lo dico davvero. C'è poco da dire, tranne che avrei tanto voluto essere ancora per molto "la nuvola" di Silvestri, quella dei meravigliosi "occhi da orientale", proprio quella "che ti terrà nascosta, perchè gli altri non si accorgano d'averti perso". Ma, evidentemente, no. Ciao C. presumibilmente da simak, 21:41 | tic | commenti (13) sabato, dicembre 17, 2005 Agli italiani piace la frusta (e non solo quella)
![]() Erano due mesi che avendo due chiavi identiche per i due "sistemi di sicurezza" dello scooter (sempre lui) finivo puntualmente per dover capire, provando, quale era quella giusta. Sapete quelle chiavette nere, sferiche, che sembrano tutte uguali, o almeno sei convinto siano tutte uguali fino a quando non ti scontri con la realtà che non funzionano per tutte le serrature sferiche del mondo. Due mesi che mi proponevo di fare un segno colorato su una delle due per distinguerle tra loro in maniera inequivocabile e due mesi che "dimenticavo" di eseguire l'ingrato compito. L'altro ieri l'ho fatto. Ieri mi hanno rubato la catena che avevo lasciato chiusa ed attaccata ad una grondaia onde evitare di scorazzare per Bologna quei 12 kg di solido acciaio. Per riuscirci hanno dovuto letteralmente divellere i fermi di quella grondaia dal muro. Mi fossi risparmiato il segnetto sulla chiave ora mi sarei sentito meno fesso. presumibilmente da simak, 03:21 | tic | commenti (15) venerdì, dicembre 16, 2005 I problemi d'udito di Massimo
![]() "Con D'Alema parliamo di questioni politiche, legislative, finanziarie" (Giovanni Consorte, amministratore delegato di Unipol, Corriere della sera, 8 settembre 2005). "Unipol è una questione della quale nulla so: ci sarebbe da interrogarsi su come l'informazione per tutelare gli interessi specifici della proprietà finisca per deformare la realtà. L'informazione deve poter tutelare gli interessi specifici che sono legittimi, ma bisogna che ci sia la trasparenza" (Massimo D'Alema, Ansa, 11 dicembre 2005). Evito di commentare volutamente l'intera faccenda, una sola cosa mi preme dire: li stiamo per mandare al governo. (Sì, dico a voi, è inutile che vi guardate in giro) presumibilmente da simak, 04:01 | tic | commenti (5) mercoledì, dicembre 14, 2005 La forza del luogocomune
Non so se l'ho già scritto e non mi va di ravanare nel mio archivio per cui lo scrivo sprezzante del pericolo di risultare ripetitivo. Da settembre sono dotato di pratico scooter 50cc per i miei piccoli e grandi spostamenti. Tutto ciò in dote all'arrivo nella felsinea città di mio fratello, simpatica matricola universitaria. Io e mio fratello siamo complementari in qualche modo, prova né è il fatto che al compimento dei 14 anni lui chiese come regalo il suddetto motorino, io un computer (mi arrivò un Ibm Aptiva, Pentium 60, una vera chiavica). Con il passare degli anni mi resi conto dell'errore commesso, ma i miei genitori non mi accontentarono mai e sono rimasto sempre appiedato, non del tutto "felicemente". Nel frattanto invece il fratellino un computer per lui lo ricevette, ma non chiedetemi il perchè. Ad ogni modo ieri mi sono trovato costretto ad affrontare l'acquisto di un nuovo casco, visto che quello già in possesso era abbondantemente fuorilegge nonchè piuttosto stretto per la mia poderosa circonferenza cranica. Con 40 euro sono uscito dal negozio con il mio nuovo strumento coadiuvante per la sicurezza, una cosa modesta, che il proprietario, dopo avermi proposto caschi di ogni generi, tutti coloratissimi e dagli 85 euro in su, mi aveva tirato fuori da dietro il banco un po' schifato stroncandolo: "questa è robetta cinese", "fragilino". Quella che segue è la foto del retro del mio casco.
presumibilmente da simak, 06:38 | tic | commenti (13) domenica, dicembre 11, 2005 Magre consolazioni
Ora che sono dimagrito, molto velocemente e per qualcosa che non smette di bruciare signori miei, posso dirlo: ero decisamente sovrappeso. Non che prima non lo sapessi, ma vi pare che lo andavo a sbandierare ai quattro venti? presumibilmente da simak, 03:04 | tic | commenti (10) venerdì, dicembre 09, 2005 Sentirsi toccato (non in quel senso)
![]() Propagando da sempre tolleranza nei confronti degli scioperanti, di qualsiasi categoria. La demagogia di un certo diffusissimo italico qualunquismo del "quelli non han voglia di lavorare" non ha mai avuto presa su di me nemmeno tanto per formazione ideologica quanto per spirito pratico: se con uno stipendio di 1000 euro al mese e una famiglia a carico perdi la tua paga giornaliera per protestare contro qualcosa devi essere capace di superare il tuo piccolo egoismo pragmatico, ed una cosa del genere la fai solo se sei profondamente convinto di aver ragione. Pur ammesso che tu non ce l'abbia. Ho passato anni a difendere gli autoferrotranvieri romani dalle ire dei miei vecchi colleghi universitari pendolari con ragionamenti spesso inutilmente forbiti, finivo per arrabbiarmi con quelli più intransigenti che si limitavano ad utilizzare la formula qualunquista di cui sopra. Il tutto senza dover mai prendere tutte le mattine per forza un autobus o un treno per andare da qualche parte, ovviamente. L'ho capito in questo periodo di frequenti astensioni dal lavoro della stampa: gli scioperi fanno girare le balle. Parecchio. presumibilmente da simak, 03:34 | tic | commenti (8) mercoledì, dicembre 07, 2005 Diffidenza
Provate voi a trovare una persona che vi dia un fazzolettino di carta nel centro di bologna, io mi arrendo. presumibilmente da simak, 01:08 | tic | commenti (6) venerdì, dicembre 02, 2005 Il suo piccolo disastro
![]() In questa settimana (sono 8 giorni per la precisione), mi sono reso conto di gestire un blog di "nicchia". Non che abbia capito cosa è veramente un blog di "massa", ma il mio è sicuramente di nicchia, nel senso che ha una ventina di lettori/trici direi affezionati (sono generoso con me stesso) che un giretto da queste parti se lo fanno volentieri, anche quando io c'ho altro a cui pensare. Beh, li ringrazio tutti. Anzi, visto che siamo tra noi sarebbe ora di finirla con queste terze persone snob: vi ringrazio tutti. Azzarderei un "vi voglio bene", però vi darebbe l'idea che io sia veramente messo male e sono un tipo orgoglioso, per cui col cazzo. Non ho niente da dire in particolare, o meglio, ne avrei a pacchi di cose da raccontare. Roba forte non le mie solite stronzatine pseudo-sarcastiche a sfondo sociale e politico o i "divertenti" aneddoti che vi propino come se fregassero a tutti. Gli ingredienti ci sono: c'è il tradimento, c'è il mistero, ci sono colpi di scena originali e davvero inaspettati, tantissima sofferenza (giuro), ci sono sentimenti sinceri, un amore devastante e un protagonista un po' sfigato, tendente al patetico e travolto dagli eventi. Di quelli che stanno per forza simpatici alle donne, almeno a quelle dalla lacrimuccia facile. Il problema è che di queste cose qui io non parlo sul blog, regola tassativa, o quasi. Vi basti sapere che il protagonista, quello sfigato di cui sopra, stanotte ne ha combinata un'altra delle sue, l'ultima della serie, ed è talmente giù di morale che dopo aver toccato il fondo e aver iniziato alacremente a scavare ha appena scoperto di aver ricevuto, a titolo gratuito, le prestazioni della migliore impresa del mondo nel campo delle perforazioni del sottosuolo. Appena gli operai e i tecnici avranno finito il loro lavoro il nostro protagonista si calerà nel fondo del foro, sfidando la sua patologica claustrofobia (ve l'avevo detto io che era sfigato), e resterà fermo lì ad aspettare. Veramente solo. E nel più grossolano dei paradossi spererà che la produttrice/sceneggiattrice/regista del film che si è trovato ad interpretare opti per uno sfavillante Happy End. Per questa volta almeno meno scontato che mai. Viene quasi da sperarlo anche a me. presumibilmente da simak, 04:50 | tic | commenti (17) |