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martedì, novembre 30, 2004
Il destino di chi fa del bene
Cinghiale ferisce due persone in studio medico Ha messo a soqquadro la sala d'attesa dove si trovavano diversi pazienti in attesa della visita. Poi è fuggito VITERBO - I pazienti in attesa dello studio medico tutto si potevano aspettare tranne che di essere feriti da un cinghiale. L'animale, probabilmente ferito, ha fatto irruzione nello studio di un cardiologo a San Lorenzo Nuovo, un paese in provincia di Viterbo, mettendolo a soqquadro e ferendo due pazienti in attesa della visita. [...]Il cinghiale si è poi diretto di corsa verso la via Cassia fino ad arrivare nello stabile in cui, al piano terra, è ubicato l'ambulatorio medico e, con una testata, ha sfondato la porta d'ingresso ed è piombato nella sala d'aspetto, dove si trovavano una decina di pazienti, quasi tutti anziani. L'animale, inferocito, ha fatto cadere suppellettili, rovesciato sedie e contuso un paio di persone prima di riuscire ad imboccare l'uscita e dileguarsi.
E poi hanno il coraggio di parlar male dei giocatori della Juventus che ne mangiavano tanti. Mah.
presumibilmente da simak, 23:45 | tic | commenti (4)
lunedì, novembre 29, 2004
Domanda
Ma sono l'unico a trovare piuttosto inquietante la frase che compare nella homepage di splinder dopo il recente (pare indolore quanto sostanzialmente inutile) restyling, mi riferisco segnatamente a: "Fatti conoscere dei blogger"?
Perchè uno dovrebbe avere interesse a farsi conoscere dalla categoria di persone che sono "blogger"?
Che dopo l'esplosione del fenomeno dei weblog si stia cercando di farlo implodere in una specie di chat con un "profilo utente" più dettagliato e ampio?
Mistero. (Ma forse neanche tanto)
presumibilmente da simak, 20:31 | tic | commenti (3)
venerdì, novembre 26, 2004
Evoluzione tecnologica senza filo e fili
Appena comprai il portatile, due anni e mezzo fa, sentii parlare della tecnologia "wireless" che ti consentiva di stare in rete (locale e internet) senza dover utilizzare alcun cavo.
Pensai che sarebbe stato veramente "ganzo" (sì, ho pensato proprio "ganzo") stare connessi ad internet senza l'orribile schiavitù di qualche filo utilizzando delle periferiche wi-fi e il portatile. Finalmente ho realizzato questo mio piccolo sogno, abbiamo messo un access point qui a casa attaccato all'hag di fastweb e mi sono comprato una schedina pcmcia wireless, ovviamente solo adesso che il portatile ha in ogni caso bisogno di un filo, quello dell'alimentazione, visto che l'obsolescenza della batteria non gli consente di essere autonomo per più di 30 minuti.
La lunga attesa è stata imposta dai costi di una tale operazione, assolutamente proibitivi all'epoca, abbordabili ora come ora. Per la cronaca sono stati ridotti, dopo un'estenuante ricerca di mercato, a soli 35 euro pro-capite (per tre).
In questo momento sono nel mio bagno, il portatile appoggiato, grazie ad un abile equilibrismo, sul bordo del lavandino di fronte a me, ma non perchè stia espletando una funzione fisiologica, per carità niente cacca sul mio blog, ma così, tanto per provare il brivido di postare seduto su un cesso e dimostrare l'indiscutibile ed inconfutabile utilità di questo acquisto.
presumibilmente da simak, 04:18 | tic | commenti (7)
giovedì, novembre 25, 2004
Altri seri problemi
Sorgono le prime difficoltà da neo abitante in Bologna.
L'aria è leggermente (ndr trattasi di classico eufemismo) più fresca che a Roma quindi mi sono dovuto arrendere ad una triste realtà: ho oggettivamente bisogno di un cappello nonchè di un paio di guanti. La sciarpa ce l'ho, ho rubato a mio fratello quella con fantasia scozzese classica, quella beige modello "nonno". Tutti i nonni ne hanno una, ma la mia è di cachemire al 100%, extra-lusso.
Mi sono reso conto che non è facile comprare queste due cose. Premesso che odio fare shopping, tranne quando si tratta di libri, cd e materiale informatico in generale per il vestiario uso arrangiarmi in questa maniera: le t-shirt scamuffe vanno bene tutte, i maglioni uso ancora quelli che mi ha comprato mia madre 6-7 anni fa e li userò ancora a lungo, i jeans (che si usurano più facilmente) li ricompro uguali ai precedenti, così che nell'armadio ottengo l'effetto depliant illustrativo di quelli con le foto delle cose "prima e dopo". Allo stesso modo mi comporto con le scarpe, un paio per volta almeno per due anni di fila, sempre le stesse tutti i giorni in tutte le situazioni, rigorosamente adidas classiche possibilmente con una variazione cromatica impercettibile rispetto alle precedenti (da quelle blu scuro a quello blu chiaro, ad esempio) per non aver bisogno nemmeno di "farci l'occhio".
Per guanti e cappello invece non ho precedenti su cui basarmi, per cui sono in grossa difficoltà. In più sono particolarmente selettivo sulla lana che deve essere assolutamente incapace di provocare qualsiasi tipo di pizzicorio. Diciamo che sono un maniaco del pizzicorio, per intenderci ci sono maglioni che non metto perchè riesco a percepirne attraverso la camicia e la maglietta della salute scafandrata la sensazione di fastidiosa e pungente ruvidezza.
Come se non bastasse ogni negozio non ha mai più di due tipi di cappelli e guanti, nonostante abbia decine di tipi diversi di pantaloni, maglioni, camicie e magliette quindi per riuscere a provarne almeno una trentina, in modo da avere una probabilità decente di trovare quelli che vanno bene e non sono troppo cari, mi tocca girare per un numero indefinito di boutique, di benetton, di sisley, di bancherelle assortite e di grandi magazzini.
Non ce la faccio.
presumibilmente da simak, 05:13 | tic | commenti (11)
martedì, novembre 23, 2004
Ancora rutelli
Il gigante ha partorito l'ennesimo topolino.
Rutelli è intervenuto autorevolmente e ha dichiarato che "gad" (nome scelto per l'ulivo non più di tre mesi fa, con l'accordo e il piacere di tutti): "è un nome da cartone animato, non va bene, perché il nostro elettorato si deve riconoscere in un appellativo che indichi un progetto".
Questo appellativo che "fa riconoscere l'elettorato di centro sinistra in un progetto" è "Alleanza" e basta.
Alleanza cosa? Le assicurazioni? democratica? liberale? sociale? nazionale? Ah, no questo è già preso.
Onestamente mi pare emblematico che in un centro sinistra che non è capace di mettersi d'accordo su nulla, con una margherita e una destra ds che convergono politicamente verso i (non)programmi politici dell'Udc di Follini, Rutelli proponga di togliere qualsiasi aggettivo al nome dello schieramento unitario delle opposizioni.
Ha ragione Ciccio Rutelli, meglio non inserire alcun attributo nel nome, meglio restare totalmente amorfi, anche "democratica" può essere fuorviante, così non si rischia di deludere nessuno e si chiarisce definitivamente l'equivoco: se voti per noi, voti il nulla.
presumibilmente da simak, 17:57 | tic | commenti (5)
Fuori dalla mia logica
La serie degli spot della Mastercard li conoscete tutti, a meno che non abbiate vissuto su marte negli ultimi 4 anni. Io li trovo piuttosto azzeccati, la struttura è sempre la stessa: vengono elencati una serie di oggetti o di servizi che si possono comprare con la carta di credito mastercard, in chiusura viene mostrato un evento che gratifica il protagonista dello spot, evento che "non ha prezzo", che "non si può comprare", ma che non si sarebbe potuto verificare senza gli acquisti fatti, siano essi un viaggio, una penna, un computer, un vibratore, uno strumento musicale o il noleggio di un'auto. L'ultimo della serie mi ha lasciato piuttosto perplesso. C'è questo tipo che suona la tromba, ovviamente si è comprato sia tromba che spartiti con la carta mastercard (la più accettata nel mondo) e sta lì a suonare nel suo complessino jazz. Ad un certo punto mentre soffieggia gaudente nel suo strumento il suo sguardo s'incrocia con quello misterioso ed indecifrabile di una bella mora vestita da sposa. Lo voce recita perentorio: "suonare al matrimonio di chi ti ha detto: "scegli, o me o la musica". non ha prezzo". Ora, parliamoci chiaro, tutta questa soddisfazione nel fare la cagata di farsi sfuggire una topa come quella lì per non rinunciare a suonare in uno squallido complessino da matrimoni io non ce la vedo, anzi, il fatto di dover suonare al matrimonio della topa di cui sopra (con un altro) mi pare un inutile supplizio piuttosto che un motivo di straordinaria soddisfazione, ma tant'è. Comunque questa è una questione vecchia, lo spot che mi lascia basito di recente è quello del profumo calvin klein con il tipo che fa la scorreggia prima di infilarsi al letto per trombarsi la sua modella. Mi rifiuto di impegnare anche un solo neurone a capire cosa voglia dire e poi io uso al massimo il deodorante spray del conad, cosa me ne frega a me dei profumi da 60 euro la boccetta. Update: Grazie alla segnalazione della tettuta scrittrice orwelliana ho scoperto che l'ultima pubblicità di cui ho parlato riguarda orologi di Dolce&Gabbana, non profumi di Calvin Klein. La scorreggia deve aver calamitato totalmente il mio interesse facendo sparire il prodotto dalla mia mente, il "creativo" ha palesemente fallito. In ogni caso non porto orologi da quando a 13 anni il mio swatch a forma di cane san bernardo perse il mini barilotto di plastica che era attaccato sul cinturino sotto il quadrante procurandomi una cocente delusione che fatico tuttora a metabolizzare, per cui non m'interessa comunque l'oggetto della disputa.
Avrei potuto semplicemente editare il post facendo sparire il refuso invece di inserire questo pedante update ma in un vecchio servizio di Tg2 Costume&Società dissero che mostrarsi autoironico faccia guadagnare molti punti con le donne. Ci voglio credere.
presumibilmente da simak, 03:08 | tic | commenti (8)
lunedì, novembre 22, 2004
Luttazzi
Le mie condizioni di salute sono decisamente scadenti, il freddo padano mi ha colpito, precisamente tra capo e collo, ma sono ancora tra voi. Almeno per il momento.
Giovedì sono stato a gustarmi lo spettacolo nuovo di Luttazzi all'Arena del Sole a Bologna, si intitola "Bollito misto con mostarda". Due ore e venti di monologo serrato, geniale, violento, esilarante, di grande impatto morale, genuinamente dissacrante, semplicemente un capolavoro.
Lui è un mostro di bravura, il migliore al momento in italia senza alcuna ombra di dubbio, assolutamente da vedere appena arriva nella vostra città, sarebbe un delitto il contrario.
Ha anche presentato alla Feltrinelli la riedizione di tre opere (letterarie) giovanili di Woody Allen, di cui ha curato la nuova traduzione. Anche in questa affollatissima occasione (la saletta predisposta era troppo piccola e il tutto è avvenuto all'addiaccio sotto la galleria, cosa molto negativa per il mio già precario stato di salute) è stato brillante, l'impressione che sia una persona di un'intelligenza non ordinaria e che dietro alla sua comicità ci sia anche uno studio approfondito condito da una pura passione per "le tecniche" di costruzione delle battute non è errata.
Ho potuto anche fargli una domanda. Per la cronaca, "Prova un senso di frustrazione nel vedere che la reazione del pubblico a teatro quando le sue battute sono surreali è decisamente freddina rispetto a quando propone quelle di satira politica e sociale?"
Ha risposto in maniera piuttosto articolata, in sostanza quelle battute le scrive per "se stesso" e per quel paio di persone che le apprezzeranno, non rinunciando ad un piccolo esercizio "pedagogico" per il pubblico italiano che non digerisce lo stile "alleniano", appunto. Si rammaricava perchè in televisione, aldilà della sua assenza, non si sperimenta comicità, "si fanno cose che erano già vecchie 30 anni fa". Qui l'ho interrotto con una sola parola: "Panariello" Lui ha ribattuto: (ridendo) "non faccio nomi".
Mi sono complimentato e gli ho anche fatto un paio di battutine. La prima gratuita: "non credo che il suo sforzo di scrivere tutto questo metariale ogni anno sia poi così necessario. Potrebbe intrattenere il pubblico per ore ipnotizzandolo grazie alla velocità impressionante con cui muove la sua lingua".
La seconda interessata: "sto per morire, il mio ultimo desiderio è che mi lei mi firmi la mia copia di "La castrazione ed altri metodi infallibili per prevenire l'acne", sa sono afflitto da una gravissima forma di "scaiola"".
Ah, "vis a vis" (si scriverà così?) mi ha anche svelato che a Gennaio su Jimmy, il canale del boquet base di Sky, andranno in onda i video di tutti i suoi vecchi spettacoli a ripetizione, assolutamente da registrare, in particolare alcuni, come "Sesso con Luttazzi", sono praticamente introvabili anche su internet.
Tornando a casa, tossendo e stranuntendo, avevo almeno un buon motivo per essere soddisfatto.
presumibilmente da simak, 03:40 | tic | commenti (7)
venerdì, novembre 19, 2004
Meglio nei film
Questo post è tutto uno spoiler, per cui, se ci fosse qualcuno tra voi che non vede l'ora di vedersi il thriller "The Manchurian Candidate" farebbe bene a smettere di leggere qui.
Dicevamo, ho visto questo film l'altra sera a Formia, in un cinema anche decente a soli 5 euro, ed era martedì sera, conferma che se vuoi andare al cinema in provincia non devi nemmeno dissanguarti o aspettare il mercoledì, ma di sale vuote ce ne sono tante se non più che nelle città (tristezza).
Ad ogni modo volevo dire un'altra cosa.
La trama, per grandi linee, è questa: in un mondo che non è dissimile a quello reale, con la guerra al terrorismo in atto e via dicendo, una multinazionale delle armi con interessi planetari impianta nel cervello di un rampollo di una potente famiglia americana un'aggeggio che consente di controllarne la mente tramite l'ipnosi.
L'obiettivo è a farlo eleggere vice presidente degli stati uniti, uccidere il presidente e riuscire così a mettere alla casa bianca un fantoccio da poter manovrare per favorire i loschi interessi dell'azienda.
Come va a finire (cioè "bene") non è importante, quello che mi ha fatto riflettere, o meglio, che mi ha suscitato "un'amara considerazione" è che questa losca lobby, per perpetrare il suo progetto si affida al candidato democratico, vale a dire a quello tra i due, progressista, che contesta apertamente gli attacchi militari che "non risolvono il problema del terrorismo" sferrati dall'amministrazione in carica e che, di conseguenza, stravince le elezioni con il "70% dei voti".
Ecco: nella realtà gli americani avrebbero sventato i piani dei cattivi senza bisogno di finali scoppiettanti ed imprevisti, semplicemente facendo vincere il guerrafondaio conservatore.
presumibilmente da simak, 03:07 | tic | commenti (3)
martedì, novembre 16, 2004
Non ne posso più (sono uno schiavo)
Sono tornato a casa dai miei sabato scorso, sono stato qui tre giorni e mi sono già, mi scusino la volgarità, sfrantumato i coglioni.
Mia madre quando torno qui viene colpita da una particolare sindrome per la quale inizia a scaricare sulla mia persona una quantità di "servizi-da-fare-subitissimo" impressionante, tanto che mi meraviglio che la casa non sprofondi nel degrado più totale quando non ci sono (come è per 11 mesi su 12) e non riesco a non domandarmi se il fattorino a tempo pieno che deve aver assunto per assolvere a tali e tanti compiti dorme anche nel mio letto.
Ad esempio, solo stamattina, su indicazione di mammina sono andato:
1. A comprare i pomodori pelati presso una ditta locale (che son più buoni) 2. A fare la spesa al supermercato 3. In ferramenta a prendere il fil di ferro con il quale ho poi dovuto, raccogliendole da terra, fissare le piante che sono sul balcone e che il vento fa cadere sempre e delle guarnizioni 4. A comprare le mozzarella al caseificio (che son più buone) 5. Dal un contadino a prendere le pere che voleva regalare a mio padre (visto che è un regalo poteva pure portarlo lui, ecchecazzo) 6. Da nonna a recuperare un pantalone a cui son state messe delle toppe
E questo è nulla, potevi andarmi peggio, lo so bene.
Avrei anche un fratello minore ormai in grado di svolgere questi tediosi adempimenti, ma per qualche misterioso motivo non viene mai coinvolto da mia madre. Qualche anno fa la motivazione ufficiale era: "è ancora piccolo" questo mi consentiva di assaporare lo scorrere del tempo, convinto che presto sarebbe giunta l'ora della mia rivincita. Purtroppo ho scoperto che mio fratello riesce, grazie a non so quale strana tecnica, a rimanere "più piccolo di me" (nonostante sia alto 1.95, pesi più di 100 kg e abbia più peli di me) e continua così ad essere dispensato: ogni mia protesta è vana.
Inoltre andrebbe analizzata scientificamente, magari anche formulando una legge che risulti matematicamente valida, la connessione fra la comparsa di qualunque servizio casalingo da espletare con urgenza (es. sparecchiare/apparecchiare la tavola, togliere/mettere i piatti in lavastoviglie, fare i letti, portare la spesa dalla cofano della macchina parcheggiata sotto casa alla credenza) e le esigenze fisiologiche del suddetto mio fratello.
Il fatto che questi due tipi di eventi si verifichino sempre in contemporanea da 10 anni a questa parte risulta piuttosto sospetto.
Ci sarebbe molto da dire ma ora devo andare, mia madre mi sta chiedendo da mezzora di andargli a "risistemare i cuscini del divano in salotto".
P.s. è tutto vero, però domani torno a bologna e la frego.
presumibilmente da simak, 18:41 | tic | commenti (7)
sabato, novembre 13, 2004
Che culo
Repubblica.it è sempre pronta a cogliere le nuove tendenze e a sparare in homepage quelle cosette curiose che tanto piacciono agli utenti della grande rete, mica capperi.
Oggi ci delizia con la notizia che in america i manichini con i "sederi sexy", molto pronunciati, come quelli delle star Jennifer Lopez e Beyoncé anno fatto triplicare le vendite dei jeans.
Tutto questo mi ha suscitato un paio di profonde riflessioni.
Innanzitutto che mi pare alquanto triste che le posseditrici di un culone di discrete dimensioni abbiano bisogno che un paio di vip altrettanto dotate sdoganino in qualche video musicale scollacciato il loro ingombrante fondoschiena per avere finalmente il coraggio di comprare ed indossare jeans attillati, con i quali peraltro si guadagneranno in ogni caso il mio sommesso dileggio.
In secondo luogo che quelli nella foto non possono essere definiti "sederi pronunciati" bensì trattasi di "culi sformati", cosa ben diversa.
presumibilmente da simak, 03:37 | tic | commenti (14)
venerdì, novembre 12, 2004
Con questo qui a quanti siamo?Hanno fatto fuori Chicco Mentana. C'è poco da essere sorpresi. Silvio si prepara alla battaglia più importante e difficile della sua vita politica: essere riconfermato presidente del consiglio, anzi, premier, che fa più figo. Per farlo è disposto a tutto, mi pare comprensibile. Metterà in campo qualsiasi cosa, accentuando i tratti populisti della sua politica all'inverosimile nelle parole e nei fatti, ma ha bisogno di sostegno mediatico per evitare di essere inopportunamente infastidito dal buon senso di qualche testa pensante (ammesso che ve ne sia qualcuna ancora in giro che conti qualcosa). Per sua fortuna non ha bisogno di andare lontano per procurarsi quel sostegno, deve semplicemente darselo. E allora non fa che ripetere quello che aveva già fatto in occasione delle scorse europee, ma stavolta alza il tiro perchè in palio c'è la sua testa (e lui si vuole piuttosto bene, mi pare), schierando l'artiglieria pesante dei suoi fedelissimi, catapultando il comodo e quantomai prono Sor Carletto Rossella da Panorama al Tg5. Ora, personalmente non ho difficoltà a credere alla favoletta che in questi anni il Tg5 non abbia ricevuto "pressioni dall'alto" e sia stato sempre "libero e indipendente" (anche se "i sabati ad Arcore" di montanelliana memoria farebbero pensare ad un'altra, ben diversa, verità), ad ogni modo a me non è mai piaciuto il tg del Chicco, ultimo arrivato nella numerosissima banda degli Epurati da Silvio. A questo punto, prestando fede al testamento di Mentana, non posso che ritenere che fosse proprio colpa del direttore se il Tg5 era tendenzialmente parziale e facilone come tutti gli altri telegiornali italiani, tutto questo con una sola cosa in più: la spocchia (ingiustificata) dei primi della classe, di quelli tosti, giovani rampanti, ma con la faccia seria, pulita, quelli equilibrati che si possono permettere di non guardare in faccia a nessuno. Per una volta non posso dare la colpa di qualcosa a berlusconi, insomma. Tutto sommato sono contento di questo avvicendamento, mi fa piacere che "sono libero, non mi condiziona nessuno" Mentana abbia potuto saggiare di persona, visto che non si era scomposto più di tanto quando erano stati altri suoi colleghi a subire, di cosa è capace il "padrone". Spero abbia finalmente capito che il padrone di qualcosa, e non importa per quanto tempo te l'abbia prestata e te l'abbia lasciata usare come meglio credevi, quando quel qualcosa gli serve fa la cosa più semplice e razionale: se la riprende.
presumibilmente da simak, 04:14 | tic | commenti (12)
mercoledì, novembre 10, 2004
Un po' di qua un po' di là
Di cose incredibili nella vita di Yasser Arafat ne sono successe parecchie.
Continue metamorfosi.
Partito terrorista è riuscito a diventare nobel per la pace per poi ritornare nuovamente terrorista.
Adesso gli sta riuscendo di morire, resuscitare (senza nemmeno aver bisogno dei tre giorni canonici), morire di nuovo e resuscitare di nuovo (nello stesso momento).
Sei giorni fa tutti gli organi di informazione ne hanno pubblicato con nonchalance il coccodrillo e con altrettanta nonchalance hanno prodotto interessanti articoli sulle ripercussioni della sua morte, stasera addirittura speciale di "Correva l'anno" su Rai3 tutto per lui.
All'inizio sembrava che fossero gli israeliani a volerlo morto, ora pare che i più frettolosi nel volerlo seppellire siano proprio i suoi compagni palestinesi , alcuni dei quali si son pappati il miliardo di dollari che il vecchio Yasser aveva occultato e non sono esattamente ansiosi di doverlo restituire, come dargli torto?
Lui però, due giorni dopo la scomparsa, si è messo a parlare con i medici, io dico che per essere morto sta piuttosto bene.
presumibilmente da simak, 04:48 | tic | commenti (3)
martedì, novembre 09, 2004
Un viaggio di merda comincia dal biglietto rincarato Ci sarebbe da parlare di blogfest e via dicendo, ma non mi va. Sono troppo incazzato.
Sì, proprio incazzato.
Trenitalia si è resa protagonista dell'ennesima nefandezza: hanno definitivamente ammazzato la gloriosa "Carta Verde".
Ricordo i tempi d'oro, quando la carta sconto delle ferrovie riservata agli under 26 costava 35 mila lire e dava il 20% di sconto per qualsiasi viaggio in treno.
Già l'anno scorso avevano brutalmente alzato il prezzo a 30 euro, riducendo contemporaneamente lo sconto a cui si aveva diritto portandolo così al 15%, quest'anno il colpo finale.
Senza alcuna pubblicità e dal primo novembre, data insolita proprio per sfruttare "l'effetto sorpresa", hanno fatto sparire la carta verde introducendo la "carta verde rail plus", cosa abbia di "plus" visto che costa 40 euro e da solo il 10% di sconto resta un mistero, ma così è.
Io per 16 schifosissimi giorni (la mia vecchia scadeva proprio il 16 di novembre) ho perso la possibilità di godere dei vecchi vantaggi, già depotenziati, e ho la netta sensazione di averlo preso precisamente in quel posto con la non consolazione di essere in buona compagnia.
In questo clima, di aumenti spropositati e ingiustificati, l'ennesimo colpo, nuovamente passato totalmente sotto silenzio, alle finanze di una di quelle fasce che dovrebbero essere "protette" da parte di una società che di fatto è ancora monopolista nonchè statale, mi fa imbestialire.
Mi fa imbestialire al punto che la "spesa proletaria" dei casarini's boys mi pare l'unica alternativa follemente sensata.
presumibilmente da simak, 03:24 | tic | commenti (10)
venerdì, novembre 05, 2004
Ci ho provato
Che poi, oggi, mentre ero in stazione a bologna, nonostante generose offerte di prestiti d'onore, avevo deciso di comprarmelo, quel libro lì.
Eh sì, abdicando ad ogni mio principio morale mi apprestavo a spendere i 12 euro (e50) necessari all'acquisto mentre attendevo amareggiato l'arrivo dell'Intercity delle 18.44. Ero stato infatti respinto al momento di salire sull'Interregionale delle 17.30, carico come un allevamento intensivo di maiali, dal capotreno in persona che combinando due vecchi trucchi, lo strizzamento dei capezzoli e la mossa vulcaniana che ti fa cadere in catalessi, mi avevo tenuto fisicamente lontano dalla carrozza.
Purtroppo ho scoperto a mie spese che la stazione di bologna non possiede una valida libreria (mancanza gravissima) quindi l'alternativa, stipata nelle edicole, tra le riviste hard gay e quelle di cucina che insegnano i trucchi per "fare stare sù il soufflè", era ristretta agli Harmony, i gialli Mondadori e l'ultimo di Pansa, impegnato a fare luce su un nuovo massacro (o giù di lì) che i partigiani italiani, dopo essersene resi responsabili, hanno colpevolmente nascosto con la complicità della sinistra italiana per un cinquantennio.
Allora ho deciso di non comprare nessun libro, aspetto il prossimo di Pansa, il cui titolo è stato già anticipato da alcuni importanti media:
"L'olocausto: siete proprio sicuri non c'entrino i partigiani rossi?"
presumibilmente da simak, 23:24 | tic | commenti (4)
Problemi seri
Giornata un po' così. Stavo qui a metabolizzare la vittoria di bush ma un pensiero ricorrente mi gettava nell'inquietudine.
Il pensiero è questo, su per giù: ma se gli americani non hanno intravisto una valida ragione per sostituire il proprio presidente, gli italiani, fra un anno e mezzo, queste valide ragioni per sostituire il loro premier, le vedranno?
Ansia.
Di lì in poi tutto ha preso una brutta piega. Per la seconda volta in una settimana ho ricevuto la visita di un simpatico topo di fogna, dal pelo grigio e con tanto di coda carnosa rosastra, che ha pensato di fare una scorribanda nel nostro salotto, quello di PiazzaAldrovandi19, però passando dal giardino con trompe d'oeil rinascimentale (micacazzi).
Non solo, mi sono accorto di essere stato derubato del cavalletto della bici (il campanello con snoopy fortunatamente e chissà perchè è stato risparmiato), e in più, dramma dei drammi, il mio portatile toshiba si è messo a fare le bizze spegnendosi da solo non appena lancio un'applicazione leggermente più pesante di un paio di finestre di explorer e una di messenger. (Qualche utile consiglio, valutazione e/o esperienze di vita vissuta che possano aiutarmi nella comprensione di questo problema tecnico/tecnologico?)
Domani dovrò portarlo a riparare, ma strane voci sostengono che potrebbe essere qualcosa di più grave di una ventola o di un dissipatore, si parla di schede madri e già mi vengono i brividi al pensiero di rendermi drammaticamante conto di non avere soldi a sufficienza per sostituire ne il vecchio portatile con uno nuovo ne una la vecchia scheda madre con una nuova.
Ah, dimenticavo, Arafat, il nemico della pace, è morto.
Vedremo quanta pace si farà adesso.
Scommetto che se ci saranno problemi verrà fuori che la colpa è di qualche altro arabo, con l'alito fetido, che amerà sputacchiare in faccia al proprio interlocutore, però stavolta quell'arabo sarà stato "eletto democraticamente". Purtroppo sarà più stronzo del predecessore proporzionalmente al grado di democraticità della sua elezione, ma questo si scoprirà solo quando sarà troppo tardi.
Che due palle.
presumibilmente da simak, 03:56 | tic | commenti (8)
mercoledì, novembre 03, 2004
Magari...
Questa è la vignetta di Vauro pronta per la vittoria di Kerry, grazie a quei fregnoni de Il Manifesto(.it), possiamo vederla. ...che se stiamo ad aspettare che ci pensano gli americani e in particolare, tra loro, i floridesi, stiamo freschi...
presumibilmente da simak, 12:06 | tic | commenti (4)
Mumento
Un momento fermi tutti.
La situazione è questa, se escludiamo l'Ohio e i democratici riescono a prendere il Wisconsin, come sembra, il risultato dei grandi elettori è questo: Bush 269 Kerry 252. (Ho già attribuito per comodità il New Mexico, il cui risultato è stato sospeso perchè in bilico, a Bush tanto è comunque ininfluente)
Serve ad entrambi sto cazzo di Ohio (ma che posto è l'Ohio dio bono!!!) per vincere.
I risultati parlano chiaro, bush, in questo minchia di stato di merda, ha un vantaggio di 120 mila voti contro kerry, per cui avrebbe vinto, ma, c'è un ma.
In Ohio possono votare anche i "non iscritti" alle liste elettorali che si presentano direttamente al seggio, ma, tanto per complicare le cose, le schede di questi votanti non vengono contate subito insieme alle altre, eh no, sarebbe troppo semplice, perchè non ti fanno registrare nelle liste elettorali direttamente quando vai al seggio per votare, no no, devi andare entro 10 giorni a registrarti di persona in un altro posto, solo così il voto già espresso diventa valido. (Correzione, pare che non sia esattamente come ho scritto, almeno secondo corriere.it . In realtà non possono andare a votare cittadini "non iscritti", ma solo cittadini che risultino non iscritti per un errore o un qualsiasi tipo di omissione ai quali è concessa la facoltà di esercitare il loro diritto di elettori fatta salva la dimostrabilità, entro 10 giorni, della loro precedente iscrizione in queste benedette liste)
Quello che si vocifera da più di una parte è che in Ohio (si pronuncia Oaio) in parecchi tra i non iscritti sono andati a votare, c'è chi dice 260 mila, c'è chi dice 500 mila (notizia rilanciata su raiuno), per cui, se la differenza tra i voti "normali" resta quella attuale, e siamo quasi alla fine dello spoglio in pratica, non si possono assegnare a bush questi benedetti 20 voti.
Allora che si fa?
Se è tutto vero e nemmeno stavolta contano i voti fino all'ultimo, se eleggono un presidente prima di aver controllato fino all'ultima scheda giuro che il primo che mi dice nei prossimi 30 anni che "l'america è la più grande democrazia del mondo" lo mando dritto dritto a farsi fottere insieme a tutti quei coglioni dei floridesi (come si chiamano gli abitanti della florida?) che hanno avuto il coraggio di rivotare, anzi votare di più, il presidente in carica grazie ad una truffa elettorale perpetrata con la complicità della corte suprema ai danni dei cittadini americani tutti e di loro, i floridesi, in prima persona.
presumibilmente da simak, 10:02 | tic | commenti (3)
And the winner is...
Beh, si può dire che oramai è fatta per bush.
Mi impressiona la prudenza dei media americani, soprattutto quelli pro-kerry in realtà, ma mi fa ridere parlare di "manciata di voti" e "d'impossibilità" ad assegnare la florida quando mancano il 3% delle schede e george ha 300 mila voti di vantaggio, praticamente 299.500 in più rispetto a quelli che gli consentirono di vincere le elezioni nel 2000.
Se Kerry riuscisse ad infilare il filotto Wisconsin, Michigan, Minnesota e New Hampshire potrebbe avere qualche piccola possibilità, ma dovrebbe riuscire a ribaltare la diffusa convinzione che senza la florida non si vince, prendondosi l'Ohio dove, quando mancano poco più del 30% delle schede, bush ha un netto vantaggio (quasi 4% punti percentuali) per cui le possibilità di Jfk II, realisticamente, non esistono.
In una situazione come questa in italia i media starebbero già traendo le conseguenze del voto e pensando al futuro mentre i politici non si risparmierebbero in dichiarazioni di vittoria, brindisi sfrenati, grida di giubilo e, viceversa, meste ammissioni della sconfitta.
Qualche piccola considerazione si può fare: gli exit polls registrano un clamoroso fallimento negli stati chiave, e qui fatico a non usare il caps lock per "clamoroso", assolutamente smentiti in tutto e per tutto, sia sul vantaggio di Kerry, sia sulla differenza tra i due candidati, sia sulla composizione del voto.
Praticamente non ci hanno preso in nulla, forse sarebbe il caso di ragionare sulla loro utilità vista questa totale debacle.
Queste elezioni consentono di fare tabula rasa della trita e ritrita analisi con la quale i politologi ci hanno ammorbato per settimane, quella che la straordinaria partecipazione al voto da parte degli americani, che effettivamente c'è stata, si sarebbe tradotta in uno spostamento consistente dei voti in favore dei democratici.
Ok, si sapeva che avrebbe rivinto, o meglio "vinto" dopo il gigantesco imbroglio del 2000, encefalogrammapiattobush, ma i segnali per illudersi erano stati parecchi negli ultimi giorni e nelle ultime ore e io, devo dire in un perfetto stile interista, avevo abboccato (o magari mi ero aggrappato) ad ognuno di questi.
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martedì, novembre 02, 2004
Sulla pochezza di detratti e detrattori
Grande dibattito su "La notte dei blogger". Era prevedibile.
Sul filter è stata molto apprezzata la recensione di Babsi, che più che una recensione è un autentico massacro.
Io non l'ho letto il libro, anche perchè, insomma, m'illudo di conoscere innumerevoli modi migliori per buttare 12 euro e poi spero sempre che alla presentazione se ne regali qualche copia. Però in libreria l'ho sfogliato parecchio, leggendo gli incipit dei vari racconti e la prefazione dell'ineffabile Lipperini così che mi sento autorizzato ad avere la mia brava opinione personale. Mi preme premettere prima di iniziare (così che s'inquadri il personaggio) che compro e leggo anche i libri di Marco Travaglio, siete avvertiti.
Per grandi linee: trovo agghiacciante l'idea per cui chi gestisce un blog, più o meno ben fatto e riuscito non c'entra, è automaticamente in grado di scrivere "racconti". Mi sembra che siano due cose piuttosto diverse, Poe sarebbe d'accordo con me, sebbene quando Edgar è morto nessuno poteva avere la più pallida idea di cosa fosse un "post".
E' chiaro che questo non vuol dire che io condivida l'idea opposta secondo la quale chi gestisce un blog non è in grado di scrivere racconti, però credo che la prima, tra le due, riesca ad essere, se possibile, la più folle.
D'altraparte è inevitabile che, in quanto blogger, non si possa essere totalmente immuni da una sana, magari inconsapevole, punta d'invidia verso i colleghi nominati scrittori "sul campo" come è certo che io mi sarei buttato in un'esperienza come questa con lo stesso entusiasmo, la stessa incoscienza e la stessa palese e, spesso, ingiustificata presunzione con cui molti dei protagonisti si sono cimentati nella stesura del loro racconto "che si pubblica in un libro vero".
Detto questo la cattivissima e brillantissima recensione di cui sopra la trovo "vigliacca".
Troppo facile demolire qualcosa ponendolo completamente fuori scala.
Se quando devo giudicare la pasta al sugo di mia nonna la metto a confronto con il risotto agli asparagi e noci di Vissani mi viene facile sostenere che mia nonna cucina di merda (il che probabilmente è anche vero), ma è "troppo facile" ed insieme fin troppo generoso nei confronti della povera nonna, che Vissani non sa nemmeno chi sia, e che sicuramente non aveva alcuna intenzione di competere con il famoso chef preparandosi il suo piattuccio di pasta per pranzo.
Alla stesso modo se quando devo giudicare "La notte dei Blogger" vado a porlo di fronte ai capolavori della letteratura e della narrativa piuttosto che a un Cèline o ad un Sartre è fin troppo facile dire che questa raccoltina di raccontini (doppio diminutivo non casuale) è una merda.
A questo punto, visto che non siamo tra idioti, mi vien da malignare che più che giudicare "l'obbrobrio di Einaudi" lo si volesse, per l'appunto, abbattere.
E poi non mi son mai piaciuti quelli che "scrivono difficile", con i paroloni e la spocchia del primo della classe con il dotto riferimento che finisce in "-ntiano" sempre pronto, quelli lì, di solito, "una figlia del lattaio rosicona a cui far vedere il proprio nome e cognome" stampato da qualche parte ce l'hanno sempre pronta, ma raramente riescono a togliersi questa soddisfazione.
presumibilmente da simak, 04:01 | tic | commenti (56)
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